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NBA, Riccardo Fois spiega il miracolo Suns: "Noi gli unici a non essere sorpresi"

esclusivo

Zeno Pisani

Alla vigilia di gara-4, Sky Sport ha incontrato l'italiano che siede sulla panchina dei Phoenix Suns come Director of player development. Uno sguardo a quanto fatto finora, dall'eliminazione dei Lakers al cappotto rifilato ai Nuggets, e uno sguardo sulle ambizioni dell'immediato futuro di questi Suns, a due vittorie da una incredibile finale NBA, trascinati da Chris Paul, Devin Booker e non solo

GARA-4 L.A. CLIPPERS-PHOENIX SUNS QUESTA NOTTE ALLE 3 SU SKY

I Phoenix Suns sono la squadra del momento. La sconfitta in gara-3 contro i Clippers, la prima dopo 9 successi in fila ai playoff, non ha incrinato l'ottimismo e la fiducia all'interno di un gruppo che si ritrova ai playoff dopo 10 anni, ha eliminato i campioni in carica dei Los Angeles Lakers al primo turno, i Denver Nuggets con un secco 4-0 nel secondo e ora si gioca contro i Clippers l'accesso alle finali NBA. Per fare il punto sulla situazione dei Suns, chi meglio del Director of player development Riccardo Fois, che sta vivendo da vicino l'incredibile cavalcata di Chris Paul, Devin Booker e compagni: "Più ancora del record, che lascia il tempo che trova [69 vinte, 23 sconfitte entrando nella bolla di Orlando degli scorsi playoff, ndr] è la nostra crescita costante, ciò che va sottolineato. A Orlando, nella bolla, abbiamo iniziato a raccogliere i frutti di un lavoro impostato la scorsa stagione [8-0 il record dei Suns sul campo neutro della Florida, ndr] e quest'anno - con l'arrivo di Chris Paul e Jae Crowder - l'asticella si è alzata ancora di più". Punto di forza di questi Suns, secondo Fois, "è la coesione, lo spirito di gruppo: può sembrare un cliché, ma nel nostro caso non lo è, e poi direi anche il fatto che tantissimo dei nostri ragazzi, a diversi livelli, hanno già fatto parte di programmi e squadre vincenti, sviluppando così certe abitudini preziosissime". 

I motivi dietro le vittorie ai playoff su Lakers e Nuggets

Esperienze che hanno permesso come detto ai Suns di prendersi già due grandi soddisfazion in questi playoff. La prima: eliminare LeBron James e i suoi Lakers detentori del titolo. "Fondamentale è stato il controllo del ritmo della partita, soprattutto da gara-4 in poi. Siamo riusciti a correre di più, come volevamo, e a far sì che dovessero inseguirci, particolare importantissimo dato che sapevamo che a difesa schierata i Lakers restano un'ottima squadra, tanto davanti che dietro". La seconda soddisfazione, invece, è arrivata col "cappotto" ai Nuggets: "La chiave è stata la prestazione di Deandre Ayton, e di tutta la nostra difesa, contro Nikola Jokic, l'MVP della stagione". 

Booker e il salto di qualità definitivo

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Se c'è una cosa che questi playoff hanno consacrato, è il posto di Devin Booker tra i grandissimi protagonisti della lega. "Il suo talento era già conosciuto - ora vincendo se ne accorge solo più gente di quanto accadeva in passato - ma a crescere è stata soprattutto la leadership, e qui la presenza al suo fianco di Chris Paul è stata fondamentale. Noi che siamo abituati a vederlo ogni giorno in palestra non siamo sorpresi, ma sicuramente con il tipo di prestazioni che sta avendo, a un livello così alto di competizione, D-Book può finalmente dire di essere uno dei rappresentanti del gruppo di superstar del futuro di questa lega". 

 

Lo stop a Paul durante i playoff: cos'è cambiato

Accanto a Booker nelle prime due gare di finale di conference è mancato Chris Paul, fermato dal protocollo anti-Covid. "Non è stato facile - ammette Fois - ma questo è stato un anno molto particolare, in cui le emergenze sono state all'ordine del giorno, quasi parte della quotidianità. Fuori Paul, dentro Payne - e anche E'twaun Moore, che ha fatto il suo: il nostro motto è quello di non farci abbattere dalle difficoltà, e trovare sempre una risposta a tutto. Non possiamo permetterci a un singolo infortunio di cambiare il nostro modo di giocare o di approcciarci alle gare". 

La sorpresa Cameron Payne: "Non per noi"

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Se Booker e Paul sono le star da copertina dei Suns 2020-21, tanti altri piccoli-grandi protagonisti hanno trovato spazio e riflettori. Uno dei più sorprendenti, Cameron Payne, ottimo dalla panchina e ottimo anche nelle prime due gare contro i Clippers da titolare al posto di CP3: "Forse lui è il simbolo perfetto di quello che dicevo prima: è arrivato qui a Phoenix prima della bolla di Orlando, ha iniziato a lavorare duro e non ha più smesso, forse trovando da noi l'ambiente ideale per il suo sviluppo. Già in stagione regolare aveva fatto molto bene quando era stato chiamato a sostituire Paul, per cui le sue prestazioni contro i Clippers per noi non sono state una sorpresa". 

Cosa vuol dire la sconfitta di gara-3 contro i Clippers

La cavalcata trionfale di nove successi consecutivi è stata fermata dal ko subìto allo Staples Center in gara-3: "Per Chris Paul si è trattato dell'esordio nella serie: ha recuperato dal Covid in tempo per esserci, ma ovviamente lo stop di 10 giorni ha pesato sulla sua prestazione. In più loro, sotto 0-2, si giocavano tuttoa noi è mancata l'aggressività ed è proprio questo, l'atteggiamento da portare in campo, che deve cambiare in vista di gara-4, dove dobbiamo tornare a essere noi gli aggressori". 

I meriti di James Jones, executive of the year NBA

Riccardo Fois usa una sola parola per definire l'impatto del GM di Phoenix James Jones sui destini dei Suns: "Fondamentale", lo definisce. "Lui è quello che ha costruito tutto: ha voluto lui Monty Williams, ha voluto lui questi giocatori, ed è bravissimo nel mantenere il giusto equilibrio tra presenza costante attorno alla squadra e capacità di non interferire".
 

[ha collaborato: Sheyla Ornelas]

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