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NBA, Reggie Jackson in lacrime: "Questa squadra mi ha salvato, non so se avrei continuato"

PAROLE

Dopo la sconfitta in gara-6, Reggie Jackson si è lasciato andare alle lacrime in conferenza stampa, ringraziando i Clippers con cui potrebbe aver giocato la sua ultima partita, visto che sarà free agent dall’1 agosto: “Non ero nemmeno sicuro di continuare a giocare, senza squadra forse non l’avrei fatto. Ho detto ai miei compagni che mi hanno salvato, sono grato a ognuno di loro e dell’opportunità che mi è stata data. Sarò per sempre un Clipper”

Gli L.A. Clippers non sono riusciti a coronare le loro prime finali di conference nella storia della franchigia conquistando il biglietto per le NBA Finals, pagando a caro prezzo l’assenza del loro miglior giocatore Kawhi Leonard. Eppure non si può davvero rimproverare nulla ai giocatori di Tyronn Lue, che hanno superato un avversario tosto come gli Utah Jazz al secondo turno e hanno dato battaglia con i Phoenix Suns perdendo gara-2 di un soffio, al termine di un mese in cui hanno giocato letteralmente una volta ogni due giorni senza mai tirare il fiato. Uno dei protagonisti di questa cavalcata è stato Reggie Jackson, che in questi playoff ha sfiorato i 18 punti di media con percentuali eccellenti (48% dal campo, 41% da tre e 88% ai liberi) marchiando a fuoco diversi momenti fondamentali delle partite dei suoi. “Quest’anno è stato il migliore della mia carriera. È stato l’anno più difficile. Ed è stato l’anno più divertente” ha detto in conferenza stampa tra le lacrime. “Non ero sicuro di continuare a giocare. Ci sono stati alti e bassi. Ci sono stati tanti infortuni. Ma ho comunque trovato il modo di arrivare in quello spogliatoio. La prima cosa che ho detto ai miei compagni è stata ‘Grazie per avermi salvato’. Voglio bene a tutti loro, a partire da Paul [George, suo grande amico, ndr] per avermi chiamato al termine della scorsa stagione, quando stavo parlando del buyout con Detroit. Sono grato per tutto quello che ho potuto vivere stando qui, questa città mi fa sentire a casa e l’organizzazione ha accolto le mie stranezze, i miei punti di forza e di debolezza. Mi chiedo spesso se avrei continuato a giocare senza questa squadra. Per questo li ringrazio”.

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A differenza dello scorso anno, quando il gruppo dei Clippers si è sfaldato alla prima difficoltà, quest’anno i losangeleni si sono ritrovati proprio nei momenti più difficili, quando si sono ritrovati spalle al muro. “È stato un anno speciale. Fa schifo non essere riusciti a vincere, ma sarò sempre dalla parte di quei ragazzi. Ed è per questo che è ancora più dura accettare che non avremo il trofeo tra le nostre mani al termine della stagione. Questo gruppo ha trovato modi per spingermi ogni giorno a sfidarmi e a fare del mio meglio. Sono una famiglia per me, un gruppo di fratelli. È stato un anno particolarissimo con le circostanze estreme che tutti hanno dovuto affrontare con la pandemia, ma questo gruppo è quello che mi ha permesso di essere me stesso e per questo sono grato”. Jackson ha ringraziato in particolare Paul George (“Nell’ultimo anno e mezzo è stato speciale avere nel mio angolo uno che per me è di famiglia da dieci anni”), ma ha passato in rassegna tutti i compagni. “È divertente stare attorno a ragazzi come Pat Bev, Kawhi, Serge, Nico, Boogie, Rondo, Luke, Yogi. Potrei nominarli tutti: Jay, Amir, Daniel. Se mi dimentico qualcuno, mi dispiace. Avevamo tutti un solo obiettivo, quello di vincere il titolo, e non ci siamo arrivati. Ma non potrei essere più orgoglioso di loro. Non ci siamo mai lamentati, non abbiamo mai cercato scuse. Abbiamo lavorato ogni giorno e ci siamo presi quello che ci meritavamo. Abbiamo trovato un modo di accogliere i nuovi giocatori e di lasciarci alle spalle lo scorso anno e il modo in cui è finito”.

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Jackson sarà free agent a partire dal 1 agosto, perciò potrebbe anche non essere confermato dato che i Clippers hanno già 150 milioni di dollari di stipendi bloccati (dando per scontato che Kawhi Leonard e Serge Ibaka rimangano). Ma di sicuro non dimenticherà il suo passaggio ai Clippers: “Questa città è speciale per me. Non posso predire il futuro, non ho idea di quello che succederà, ma questa città, questa organizzazione e questi tifosi sono speciali. Avranno per sempre un posto riservato nel mio cuore. Sarò per sempre un Clipper. Sono grato di questa opportunità, grato per tutte le persone che mi hanno sostenuto e hanno reso così speciale quest’anno”.

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