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Team USA, Draymond Green: "Rispetto per Middleton, Holiday e Booker, professionisti veri"

TEAM USA

Alla vigilia della partita con la Francia, Draymond Green ha espresso l’ammirazione del gruppo per Holiday, Middleton e Booker, che hanno mantenuto la parola data viaggiando verso Tokyo nonostante le Finals appena concluse. "Avrebbero potuto tranquillamente rimangiarsi tutto, ho enorme rispetto per tre grandi professionisti. Ora sta a noi ripagarli vincendo l’oro"

In un epoca in cui “load management” è diventata un’espressione di uso comune e numerose stelle della NBA hanno rifiutato gli impegni con Team USA per non sprecare le loro estati di recupero e riposo, è in controtendenza la decisione di Jrue Holiday, Krhis Middleton e Devin Booker di volare a Tokyo per le Olimpiadi. I tre giocatori sono stati impegnati fino a pochi giorni fa nelle Finals tra Milwaukee e Phoenix, eppure non si sono rimangiati la parola data agli impegni presi con la Nazionale, volando a Tokyo a due giorni di distanza dall’esordio contro la Francia. “Ho enorme rispetto per tutti e tre” ha detto Draymond Green a nome di tutto il gruppo. “Stiamo parlando di professionisti veri, tre ragazzi estremamente competitivi che non sarebbero arrivati fino a quei se non ci tenessero per davvero. Avrebbero potuto tranquillamente tirarsi indietro, sia per aver perso nel caso di Devin o di aver vinto per Khris e Jrue. Avrebbero potuto rimanere con le rispettive famiglie dopo dei playoff estenuanti. Invece sono qui. Ora sta a noi ricompensarli con il motivo per cui sono arrivati, cioè giocarsela per vincere l’oro olimpico”.

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A meno di 24 ore dalla parata con cui i Bucks hanno festeggiato il titolo vinto in gara-6, Holiday e Middleton sono partiti da Milwaukee alla volta di Seattle, dove si sono ritrovati con Booker (partito da Phoenix) per imbarcarsi su un volo da nove ore per arrivare a Tokyo sorvolando il Pacifico. Non è chiaro quanto coach Popovich possa contare su di loro, anche se l’idea è comunque di schierarli nel corso della sfida alla Francia in uscita dalla panchina e poi aumentare il loro coinvolgimento contro Iran e Repubblica Ceca. “Ovviamente sappiamo che sono in forma, anche se sono stanchi e hanno affrontato un sali e scendi di emozioni” ha detto Zach LaVine, anche lui arrivato a Tokyo con un giorno di ritardo dopo essere stato fermato per una sospetta positività, poi non confermata. “Noi come squadra dobbiamo essere pronti a tutti. Se loro non sono in condizione di giocare, dobbiamo comunque andare in campo e performare al livello richiesto”. Sicuramente servirà un’altra prestazione rispetto alle due viste contro Nigeria e Australia nelle prime due amichevoli: “Perdere fa schifo, ma quelle due sconfitte ci hanno aiutato” ha detto Green. “Forse si è persa un po’ della paura che le altre squadre avevano quando ci affrontavano. Ora sta a noi andare in campo e fargliela avere di nuovo”.

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