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NBA, Rajon Rondo tira una frecciata a Lue: "È dura se il coach non crede in te"

PAROLE

Nel corso della conferenza stampa di presentazione per la sua seconda avventura con i Los Angeles Lakers, Rajon Rondo non ha mancato di lanciare una frecciata nei confronti del suo ex allenatore ai Clippers Tyronn Lue: "Non penso di essere in declino, ma sei forte tanto quanto l’allenatore si fida di te. Coach Vogel mi ha detto di aver sentito la mancanza della mia voce lo scorso anno: qui mi sento valorizzato"

In poco più di dieci mesi Rajon Rondo ha vinto il suo secondo titolo NBA con i Los Angeles Lakers, ha firmato un biennale da 15 milioni di dollari, è transitato da Atlanta (senza lasciare tracce) a Memphis (giusto il tempo di concordare un buyout) passando per gli L.A. Clippers con cui ha disputato i playoff, tornando poi di nuovo sulla sponda gialloviola di Los Angeles. Ma è soprattuto la conclusione della sua esperienza con i “cugini” ad aver lasciato un po’ di amaro in bocca al playmaker veterano, che durante la sua conferenza stampa di presentazione con i gialloviola non si è lasciato mancare una frecciata nei confronti di coach Tyronn Lue: “Non sono passati 10 anni da quando ho dimostrato di poter essere efficace in campo” ha detto Rondo, rispondendo a una domanda sul suo ruolo ridotto nei playoff dello scorso anno. “Non penso di essere cambiato molto e non penso che il mio gioco sia in declino. Sei forte solo nella misura in cui il tuo allenatore si fida di te. Guardando questa squadra e a che punto sono nella mia carriera, penso di poter dare ancora tanto: il mio principale obiettivo è vincere, nient’altro conta”. Parole che suonano come un’accusa nei confronti di Lue, con il quale aveva un rapporto strettissimo ai tempi dei Boston Celtics un decennio fa ma con il quale evidentemente qualcosa si è rotto lo scorso anno, con il ruolo di Rondo sempre più marginale (non sceso in campo nelle ultime tre partite contro Phoenix dopo essere rimasto fuori in altrettante contro Utah) fino a essere inserito nello scambio per arrivare a Eric Bledsoe con i Grizzlies.

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Rondo ha poi, forse maliziosamente, tessuto le lodi del suo “nuovo-vecchio” allenatore Frank Vogel: “Ovviamente chiunque vuole essere apprezzato. Ho parlato stamattina con coach Frank e mi ha detto che lo scorso anno gli è mancata la mia voce nello spogliatoio, il che significa molto per me. Qui mi sento valorizzato: Frank è stato una parte importante della mia decisione, ma ovviamente ho parlato anche con Bron e AD, con cui ci siamo tenuti in contatto. E Rob [Pelinka] è sempre stato onesto con me fin dal primo giorno”.

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Rondo tornerà a vestire il gialloviola, eppure davanti a sé troverà un giocatore con il quale ha avuto più di uno screzio in passato: Russell Westbrook. Essendo due feroci agonisti si sono scontrati più volte in campo, ma soprattutto il fratello di Rondo — in occasione della bolla di Orlando, dove era incaricato di gestire il “barber shop” per giocatori e membri delle squadre — era stato allontanato da una partita proprio per essersi preso a male parole con il nuovo numero 0 gialloviola. “Abbiamo avuto un sacco di battaglie in passato con molti dei ragazzi che ora sono miei compagni. Non vedo l’ora di mettermi tutto alle spalle per il bene superiore e per vincere un altro titolo qui” ha detto Rondo diplomaticamente.

 

Al playmaker è stato poi chiesto con quale compagno non vede l’ora di giocare e la sua risposta è stata immediatamente “Carmelo”, con il quale condividerà i maggiori compiti per guidare la second unit. Ma ha avuto parole di elogio anche per Trevor Ariza (“Non vedo l’ora di imparare dalla sua mentalità e dalla sua concentrazione”) e per il resto del roster messo assieme da Pelinka: “Questa è una squadra speciale, siamo tutti agonisti. Abbiamo tiratori come Kent Bazemore e Wayne Ellington, giovani talenti come Malik Monk e THT. Il mix è ottimo: ci sono sia giocatori che devono dimostrare tutto e altri che hanno già vinto. Per noi il training camp sarà fondamentale: dobbiamo sintonizzarci subito sulla stessa lunghezza d’onda per affrontare al meglio la stagione”.

 

Con il suo arrivo i Lakers hanno raggiunto la quota di ben sei giocatori sopra i 35 anni di età, insieme a Howard (35), James (36), Gasol (36), Ariza (36) e Anthony (37). Eppure secondo Rondo può essere solo un vantaggio: “Non vediamo l’ora di dimostrare che la gente si sbaglia e che l’età non fa differenza. La saggezza è sicuramente una delle chiavi per vincere il titolo. Abbiamo grande esperienza e disciplina, altrimenti non saremmo rimasti così a lungo nella lega a questo livello. Sono anche contento di non essere più il più vecchio in squadra: ora sono forse tra i cinque meno giovani, perciò per me è un bel passo in avanti. Solo due mesi fa ero considerato il più anziano nello spogliatoio, ora sono uno dei più giovani” ha concluso con un sorriso, ma non mancando di rimarcare la differenza rispetto all’ultima stagione con i Clippers.

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