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NBA, Anthony Davis non era contento di Schröder: frustrato per i passaggi in post

RETROSCENA
©Getty

Tra i motivi che hanno portato i Lakers a rinunciare a Dennis Schröder c’è anche la frustrazione espressa da Anthony Davis per i tipi di passaggi che gli venivano recapitati in post basso. Una lamentela che ha portato i Lakers a rifirmare Rajon Rondo, con cui ha un ottimo rapporto dai tempi di New Orleans

I Los Angeles Lakers si sono sottoposti a un profondo rinnovamento nel corso dell’estate, smantellando quasi completamente la squadra dello scorso anno per rimodellare attorno a LeBron James e Anthony Davis un supporting cast più simile a quello del titolo 2020. I ritorni di due protagonisti dell’anello nella bolla come Dwight Howard e Rajon Rondo vanno visti in quest’ottica, così come l’addio a un giocatore ritenuto chiave come Dennis Schröder. Il tedesco, come è noto, ha rifiutato un rinnovo da 84 milioni di dollari durante l’anno con i gialloviola, una decisione che gli si è ritorta contro quando i Lakers hanno virato su Russell Westbrook e lui si è ritrovato solamente con un annuale da 5.9 milioni a disposizione con i Boston Celtics, perdendo tantissimo potere contrattuale. Ma dietro alla decisione dei Lakers c’è anche altro: secondo quanto scritto da Eric Pincus di Bleacher Report, Anthony Davis avrebbe espresso la sua frustrazione per i tipi di passaggi in post che riceveva da Schröder, decisamente diversi rispetto a quelli che riceveva da un passatore élite come Rondo — con il quale si è sempre trovato bene fin dai tempi di New Orleans nella stagione 2017-18, la più vincente con la maglia dei Pelicans arrivando al secondo turno dei playoff. Schröder in stagione gli ha recapitato 48 passaggi vincenti, appena dietro ai 53 assist confezionati per lui da LeBron James, ma evidentemente qualcosa non funzionava e Davis non ha mancato di farlo notare. “AD è speciale, ma ha bisogno di una guardia come Rondo per dare il massimo” ha detto un ex dirigente NBA a Pincus. “Poi quando si mettono assieme due come LeBron e AD, può succedere di tutto”. Sarà da vedere come funzionerà la convivenza con Westbrook, che non ha mai giocato con un lungo del livello di Davis ma ha sempre dimostrato di non aver problemi a cedere il pallone (pur con i suoi tempi e le sue maniere) guidando la lega per assist in tre degli ultimi quattro anni.

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