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NBA, DeAndre Jordan: "Irving e Durant rimangono miei fratelli oltre il basket"

PAROLE

Alla sua conferenza stampa di presentazione con i Los Angeles Lakers, DeAndre Jordan ha scherzato sul suo addio ai Brooklyn Nets: "Ah no certo, ora non sono più amico di Kyrie Irving e Kevin Durant… La verità è che eravamo amici prima del basket e lo resteremo anche dopo, siamo fratelli per la vita"

Quando nell’estate del 2019 DeAndre Jordan ha firmato un quadriennale da 40 milioni di dollari complessivo, in molti la ritenevano una sorta di “tassa” da pagare per i Brooklyn Nets per avere Kyrie Irving e Kevin Durant in squadra. Dopo due anni in cui Jordan ha visto sempre meno spazio in campo, però, tutte le parti in causa hanno trovato il modo di chiudere il loro rapporto, con i Nets che hanno ceduto Jordan ai Detroit Pistons e il lungo che ha accettato di rinunciare a 4 milioni di dollari pur di potersi liberare con il buyout, firmando poi al minimo salariale con i Los Angeles Lakers. "Kyrie Irving e Kevin Durant? Ah no certo, adesso non siamo più amici…" ha detto Jordan sul suo passaggio ai “rivali” gialloviola, con le due squadre indicate come favorite per incontrarsi alle finali NBA. Jordan si è fatto poi ovviamente una grossa risata: "Eravamo amici prima della pallacanestro e lo resteremo anche dopo aver finito di giocare. Ma alla fine tutti noi volevamo essere felici: per me è molto importante essere in grado di competere in campo e loro lo hanno capito. Sono miei fratelli al di là del basket, perciò essere compagni di squadra o no non avrà alcun impatto sul nostro rapporto".

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Jordan per sua stessa ammissione non ha un rapporto altrettanto stretto con le stelle dei Lakers, in particolare LeBron James e Anthony Davis, pur sottolineando come li abbia sempre ammirati da lontano. “Mi sono sempre chiesto come sarebbe stato giocare con loro, specie contro giocatori che rispetti e contro i quali hai giocato per lungo tempo”. Un tempo che per 10 anni ha significato anche L.A. Clippers, passando ora invece ai rivali cittadini: “Guardandomi indietro, quelle squadre che avevamo ai Clippers sono state molto sfortunate. Ma non ho niente contro la franchigia: sono stato trattato bene per 10 anni, apprezzo tutto il tempo che abbiamo passato assieme. Poi ovviamente anche quando ero ai Clippers ci rendevamo conto che questa città è soprattutto gialloviola, in termini di tifosi”.

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