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NBA, Westbrook ai Clippers? "Assolutamente no" la risposta senza dubbi di Russ

PAROLE

Il GM degli Washington Wizards Tommy Sheppard ha rivelato che durante i colloqui con Russell Westbrook gli ha proposto la possibilità di andare ai Clippers, salvo essere fermato brutalmente dal playmaker. "Mi ha risposto: 'Assolutamente no'. Sarebbe tornato a Washington se non si fosse concretizzato lo scambio ai Lakers"

Il passaggio di Russell Westbrook ai Los Angeles Lakers è stato probabilmente il movimento di mercato più importante dell’estate appena passata. Tutti i racconti di quanto accaduto hanno sottolineato la forza con cui Westbrook ha fatto in modo che lo scambio accadesse, muovendosi in prima persona per richiedere alla proprietà e alla dirigenza degli Washington Wizards di essere scambiato a Los Angeles non appena ha saputo che i gialloviola stavano per prendere Buddy Hield. Ad aggiungere un dettaglio interessante ci ha pensato il General Manager degli Wizards, Tommy Sheppard: "Bisogna fare chiarezza su come sono andate le cose" ha detto a NBC Sports Washington. "Russell non ci ha mai chiesto la cessione. Ha detto: ‘Se c’è la possibilità di andare ai Lakers, è una cosa che vorrei fare. Altrimenti tornerò qui’. Quando io gli ho chiesto ‘Che ne pensi dei Clippers?’, la sua risposta è stata ‘Assolutamente no’ ["Hell no" in inglese, ndr]. Perciò Russell sarebbe stato felice di tornare qui, e noi siamo stati grati di averlo avuto con noi". Secondo quanto rivelato successivamente, Westbrook non era il primo obiettivo dei Lakers — che avrebbero voluto Damian Lillard o Bradley Beal — ma era quello più realisticamente facile da raggiungere, anche per la collaborazione mostrata dagli Wizards (che si sono liberati del suo pesantissimo contratto, migliorando la profondità della squadra) e dal benestare di Beal all’accordo (nonostante le insistenze di Westbrook nel farlo andare via dalla capitale).

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Westbrook non ha mai nascosto quanto sia un sogno per lui, nato e cresciuto a Los Angeles nel mito dei gialloviola, poter indossare la stessa maglia di Kobe Bryant, con cui è stato anche compagno di squadra alle Olimpiadi del 2012 a Londra. “È una cosa a cui penso ogni giorno. Arrivando in palestra si vedono l’8 e il 24 [i numeri di Kobe Bryant, ndr] e so che ci guarda da lassù, facendo in modo che io riesca a fare quello che bisogna fare” ha detto Westbrook a Spectrum SportsNet. “Non faccio altro che pensare a quale impatto possa avere indossare questa uniforme, a casa mia, creando un’eredità non solo per me ma per i miei figli, per la comunità di Los Angeles, per le persone qui. Giocherò per lui e come se ci fosse lui a competere con questa maglia”. In più di un’occasione Bryant aveva indicato Westbrook come il giocatore che maggiormente gli assomigliava in quanto a ferocia sul campo da pallacanestro: “Westbrook gioca arrabbiato come lo facevo io — con aggressività”.

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