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NBA, Durant su Irving: "Voglio che sia parte di questa squadra. Ma la scelta è sua"

NBA
©Getty

Durant si autodefinisce "forse ingenuo" ma professa una certa fiducia sulle chance che il suo compagno di squadra possa far parte, in un modo o nell'altro, del progetto Nets per la stagione alle porte. "Kyrie è un giocatore speciale, lo vogliamo con noi: ma se così non fosse, 'next man up': possiamo ancora costruire qualcosa di speciale"

Se a Brooklyn, come riportato ieri, sembrano perdere fiducia nella possibilità che Kryie Irving sia a tutti gli effetti - 82 partite su 82 - un membro dei Nets, c'è un giocatore del roster di Steve Nash (e un giocatore importante...) che ancora non vuole arrendersi all'eventualità. Anzi. "Io continuo a vedere Kyrie come una parte importante di questa squadra", ha fatto sapere Kevin Durant. "Forse sono solo ingenuo, ma questa è la mia sensazione. Voglio che faccia parte di questo gruppo, perché è un giocatore davvero speciale e tutti noi vorremmo averlo al nostro fianco", ha insistito il n°7 dei Nets, l'altra metà del duo che lo scorso anno a Brooklyn hanno prontamente ribattezza "7 Eleven" (come la famosa catena di mini-market americana), dai loro due numeri di maglia. Poi però Durant è ovviamente consapevole anche dell'eventualità contraria, e la affronta con fatalismo: "Molti aspetti sono fuori dal nostro controllo e anche se questo non vuole assolutamente direi che non voglio Kyrie in campo la verità è che in questo sport vale la regola del 'next man up': se un giocatore non può giocare, se ne fa avanti un altro e si va con lui". Se i Nets dovessero presentarsi al via senza Irving (o con un Irving a mezzo servizio), "la fiducia che abbiamo in noi stessi all'interno di questo spogliatoio ci dice che possiamo comunque costruire qualcosa di speciale. Al momento Kyrie è alle prese con qualcosa di molto personale e finché le cose stanno così noi dobbiamo concentrarci solo su chi è in palestra ogni giorno".

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Sulla decisione del compagno (di accettare il vaccino o continuare a rifiutarlo) Durant però è determinato a non entarci: "Non voglio essere coinvolto perché è una decisione molto più grande di me e di ognuno di noi e riguarda solo lui, il suo benessere. Non ho consigli da dare: è la sua scelta, noi la rispettiamo e basta, perché riguarda qualcosa di molto più importante della pallacanestro. Non sono a mio agio neppure a parlerne, di tutto questo: voglio solo offrirgli il mio supporto e per il resto concentrarmi a essere il miglior giocatore possibile quando scendo in campo". Durant ha parlato. Ora si attende la risposta (coi fatti, in un senso o nell'altro) da parte di Kyrie Irving.

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