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NBA, Anthony Davis e i problemi da tre: "Io continuerò a tirare"

PAROLE
©Getty

Nonostante le pessime percentuali da fuori lo posizionino in fondo alla classifica dei tiratori NBA, Anthony Davis non ha intenzione di cambiare il suo stile di gioco: "Io continuerò a tirare sia che la palla entri o no. Il mio tiro apre il campo per i miei compagni di squadra e per le mie penetrazioni: devo essere efficace a tutti i tre livelli del campo" ha detto la stella dei Lakers

Oltre a tutti i problemi di infortuni e assenze che hanno contrassegnato l’inizio di stagione dei Los Angeles Lakers, a partire da quelli di LeBron James ora fermato dal Covid-19, il grosso problema in casa gialloviola è la scomparsa del tiro da fuori di Anthony Davis. Il numero 3 sta tirando attualmente con il 19.6% dalla lunga distanza, il terzo peggiore della NBA con almeno due tentativi a partita (solo Theo Maledon di OKC con l’11.5% e Blake Griffin con il 16.1% fanno peggio di lui). Ciò nonostante la superstar dei Lakers non ha intenzione di cambiare nulla della sua selezione di tiro: "Io continuerò a tirare, sia che il pallone entri oppure no" ha detto recentemente dopo due canestri da tre punti contro Detroit. "Penso che serva soprattutto per aprire il campo ai miei compagni di squadra per permettere loro di attaccare in avvicinamento, da LeBron a Russ fino a Talo [Talen Horton-Tucker, ndr]. E apre anche le mie possibilità di penetrare quando gli avversari escono per togliermi il tiro. Devo essere efficace da tutti e tre i livelli", intesi come ferro, media distanza e oltre l’arco. 

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Un ragionamento che ha certamente senso sulla carta ma che deve essere anche supportato dai numeri: quando tenta un generico "jump shot" (secondo la definizione del sito ufficiale NBA) segna sotto il 35% delle sue conclusioni, nettamente la situazione di gioco in cui realizza di meno e il suo peggior dato dall'anno da rookie. Il problema è che anche l’anno scorso era a malapena al 37% (di cui 26 canestri da tre punti su 100 tentativi) e l’anno prima il 36.5% (seppur con un onesto 33% da tre). E anche tornando indietro agli anni di New Orleans non si va mai troppo oltre il 40%, peraltro toccato solamente due volte in sette anni. Insomma, il tiro di Anthony Davis è sempre stato più teorico che reale: i Lakers hanno però bisogno che quelle percentuali salgano per risalire dall’ottavo posto nella Western Conference che occupano attualmente.

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