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Coronavirus in NBA, accordo con la NBPA: cambiano le regole del mercato

coronavirus
©Getty
CHICAGO, ILLINOIS - FEBRUARY 15: NBA Commissioner Adam Silver speaks to the media during a press conference at the United Center on February 15, 2020 in Chicago, Illinois. NOTE TO USER: User expressly acknowledges and agrees that, by downloading and or using this photograph, User is consenting to the terms and conditions of the Getty Images License Agreement. (Photo by Stacy Revere/Getty Images)

Niente più vincoli riguardo l'acquisizione di nuovi giocatori in caso di contagi in gruppo (senza pagare tassa di lusso su quegli accordi): l'obiettivo è quello di evitare la sospensione delle partite e cercare di andare avanti nonostante l'impennata dei casi. Le nuove regole entreranno in vigore a partire dal prossimo 19 gennaio

La NBA e NPBA - associazione che rappresenta gli interessi dei giocatori - hanno raggiunto un accordo per permettere alla lega di trovare un rimedio e mettere una toppa a questa complicata situazione legata al contagio da COVID che sta riducendo al minimo le rotazioni e il numero di giocatori a disposizione delle franchigie. Per andare avanti con la regular season è stato stabilito che le squadre possono aggiungere un giocatore al gruppo per ogni positivo riscontrato: in cinque finiscono in quarantena? Si possono trovare altri cinque giocatori con cui sostituirli nel periodo d’assenza. Un diritto, ma in un certo senso anche un dovere: l’intenzione della NBA infatti è quella di limitare al minimo il numero di gare sospese e quindi le franchigie saranno obbligate a mettere sotto contratto almeno un sostituto ogni due positivi riscontrati in squadra, almeno due se i casi di contagio da COVID sono tre e almeno tre se sono quatto o cinque.

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Proprio per andare incontro a questa necessità, una delle condizioni più stringenti poste relativamente all’ingresso e all’aggiunta dei giocatori in squadra è che, una volta firmato, il giocatore aggiunto al roster deve essere a disposizione per la prima partita seguente all’accordo. Un nuovo regolamento che entrerà in vigore dal prossimo 19 gennaio e che non prevederà ulteriore impatto a livello di tassa di lusso: i contratti dei giocatori che verranno aggiunti ai roster non andranno a far aumentare la soglia di tasse da pagare. Come successo ad esempio ai Brooklyn Nets, senza 10 giocatori a disposizione e costretti a sborsare oltre 500.000 dollari aggiuntivi di tasse per ogni contratto aggiunto. Rimosso anche il limite delle 50 partite NBA previsto dai contatti two-way firmati dai giovani impiegati anche in G-League: potranno essere utilizzati anche loro per allungare il più possibile le rotazioni. L’obiettivo resta uno soltanto: avere sempre a disposizione almeno otto giocatori.