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NBA, la stagione al tiro di Steph Curry? È la sua peggiore di sempre

NUMERI
©Getty

Nonostante sia uno dei chiari candidati al premio di MVP e sia diventato il miglior tiratore da tre punti nella storia della NBA, Steph Curry sta vivendo la sua peggior stagione di sempre al tiro — almeno a livello di percentuali. E le ultime due partite da 8/41 complessivo (di cui 2/19 da tre) non hanno di certo migliorato i suoi numeri, mai così bassi anche prima di questa mini-crisi dovuta anche a un infortunio

Se la stagione finisse oggi e i Golden State Warriors fossero ancora in vetta alla Western Conference, con ogni probabilità il premio di Most Valuable Player finirebbe per la terza volta nelle mani di Steph Curry. E non solo per le sue prestazioni in campo o per quelle della sua squadra, ma anche per la “narrativa” che accompagna la sua candidatura, riportando gli Warriors in vetta alla conference dopo due anni di vacche magre. Eppure, anche in una stagione in cui è diventato il miglior realizzatore da tre punti nella storia della NBA, ha superato quota 3.000 triple in carriera e allungato a 160 le gare consecutive in cui ha segnato almeno una tripla, c’è un aspetto che sembra quasi incredibile: questa, numeri alla mano, è la peggior stagione al tiro della carriera di Steph Curry. Anche prima delle ultime due partite in cui ha segnato solo 8 canestri sui 41 tentati (di cui 2/19 da tre, riuscendo a malapena a tenere aperta la sua striscia record: non gli era mai capitato in carriera), Curry è ai minimi storici a livello di percentuali: togliendo dal computo la stagione 2019-20 in cui ha disputato solamente 5 partite per via di un infortunio alla mano, Curry non era mai sceso sotto la soglia del 41% da tre punti, mentre attualmente è al 38.8%. Certo, il volume di tiri dall’arco (13.3 a partita) non è mai stato così alto, ma anche spostandosi in zona da due punti la situazione non migliora: Curry sta tirando con il 49.2% da due (la sua peggior stagione dal 2012-13), la percentuale complessiva dal campo è del 42.7% (peggior dato in carriera) e la sua percentuale effettiva è al 55.6% (aveva fatto peggio solo nei suoi primi due anni nella lega). Solo la precisione ai liberi gli permette di evitare che anche la percentuale "reale" sia ai minimi storici (è comunque la quarta peggior annata della carriera), faticando in particolare nei pressi del ferro (58% contro il 64% in carriera) e nelle long 2s (36% contro il 46% in carriera) rispetto alla normalità.

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Nulla che un paio di settimane "delle sue" non possano sistemare, visto che solamente attorno a Natale aveva inanellato una serie di partite da 30, 46 e 33 punti con 17 triple a segno complessive, anche se c’è un problema fisico a rovinargli i piani: come ammesso dopo la partita, contro i Dallas Mavericks Curry si è procurato una contusione alla coscia che gli ha impedito di muoversi normalmente, e la sua presenza per la prossima partita contro New Orleans è in forte dubbio. "Ha subito una brutta botta e generalmente peggiora durante la notte. Con il viaggio e una partita domani in back-to-back, ci sono buone probabilità che non giochi" ha detto coach Steve Kerr. La risalita a livello di percentuali dovrà attendere ancora qualche tempo.