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NBA, Simone Fontecchio a Sky: "Male in transizione difensiva, sono 10-15 punti facili"

NBA

Dopo la sconfitta in casa dei Clippers, Simone Fontecchio ai microfoni di Sky Sport ha commentato il match di Los Angeles e il primo mese di regular season dei suoi Utah Jazz, sorprendentemente primi a Ovest. "Partita tosta, forse c'era anche un po' di stanchezza. Prendiamo tante triple perché abbiamo tanti giocatori bravi a segnarle. Difesa? A metà campo siamo tra i migliori, i problemi sono in transizione. Ho imparato che devo farmi trovare sempre pronto"

La quarta partita consecutiva in rotazione per Simone Fontecchio rappresenta di per sé già una piccola notizia, visto che l'azzurro non era ancora riuscito a mettere il piede in campo per quattro gare consecutive. Nella sfida persa sul campo degli L.A. Clippers l’azzurro ha però giocato solamente 7 minuti, complice un tiro da tre punti che non è entrato (0/3 dall’arco su tre buone conclusioni con spazio e ritmo, di cui l'ultima nei secondi finali del primo quarto) e un canestro in avvicinamento per gli unici suoi due punti della serata, con un rimbalzo e una stoppata su John Wall lanciato a canestro. Fontecchio non è più stato utilizzato nel secondo tempo da coach Will Hardy, che ha ridotto le rotazioni per giocarsela fino all’ultimo dopo un ottimo terzo quarto (con un parziale di 23-8) pur finendo col fiato un po’ corto, lasciando spazio ai padroni di casa. Utah mantiene comunque il primo posto nella Western Conference, pur interrompendo il momento positivo dopo le due vittorie consecutive su Phoenix e Portland. Dopo il match, Fontecchio ha commentato così quanto accaduto.

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Stasera ve la siete giocata fino alla fine: che partita è stata?

"È stata una partita tosta. Abbiamo preso un break nel secondo quarto che ci ha fatto male, ma siamo stati bravi a rimanere lì e a non mollare. Siamo tornati a -10 e poi piano piano in partita, abbiamo fatto una buona prova nel complesso. Un paio di difese un po’ così e un paio di episodi l’hanno decisa alla fine: forse c’era anche un po’ di stanchezza, che ci può stare".

 

Utah sfrutta molto il tiro da tre punti: siete quarti per triple segnate in NBA e tu sei uno dei tiratori principali. C’è però il rischio che ti vedano solo come tiratore qui? Anche stasera il tiro non è entrato e non sei più stato schierato nel secondo tempo.

"Quello è il nostro tipo di gioco, è quello che vogliamo. Siamo una squadra di tiratori e tutti sanno essere pericolosi nel tiro da tre punti, perciò cerchiamo di sfruttarlo a nostro vantaggio. Molto spesso le difese ce lo lasciano e noi ne approfittiamo. Chiaramente possono esserci giornate storte dove non entrano e dobbiamo cercare di trovare un’altra via. Secondo me però dobbiamo continuare a giocare allo stesso modo anche quando le cose non vanno bene e cercare di continuare sulla stessa strada. Fin qui ha pagato, perciò cerchiamo di farlo lo stesso".

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Con l'assenza di Rudy Gay stai trovando più minuti: cosa ti sta chiedendo coach Hardy?

"Semplicemente di coprire quei minuti facendo quello che so fare: tirando, essendo solido in difesa e a rimbalzo, aiutando la squadra nel miglior modo possibile".

 

In difesa state un po' faticando, siete 18esimi per rendimento difensivo e anche stasera avete subito 121 punti. Dove dovete migliorare?

"Nella difesa a metà campo siamo una delle migliori squadre di tutta la lega, siamo quarti per rendimento [0.939 punti per possesso, meglio fanno solo Sixers, Lakers e Bucks, ndr], il problema è la transizione difensiva: molto spesso subiamo canestri troppo facili in contropiede [17.8 punti subiti a partita, solo Houston fa peggio, ndr] e questo poi dà fiducia alle altre squadre. Siamo una delle peggiori per rientro difensivo e questa è una delle cose che stiamo pagando molto: se riusciamo a tagliare questi canestri facili, tagliamo agilmente 10-15 punti a partita".

 

Dopo il primo mese di NBA riesci a mantenere un atteggiamento molto positivo. Che cosa pensi di aver imparato dopo questo primo periodo?

"Che devi farti trovare pronto perché le occasioni arrivano e bisogna saperle sfruttare. Cercare di non pensare troppo, ma andare in campo sereno e tranquillo, con fiducia, sapendo che cosa si sa fare bene e sfruttarle. L’importante è rimanere fiduciosi anche quando le cose non vanno bene".

 

[Intervista di Zeno Pisani | Video di Sheyla Ornelas]