Complice anche l’assenza di Gabe Vincent che lasciava un po’ scoperto il backcourt dei Lakers, JJ Redick si è portato Bronny James nella trasferta di Philadelphia e gli ha anche concesso spazio e affidato responsabilità. Solo che nei15 minuti abbondanti giocati contro i Sixers, il figlio di LeBron ha racimolato un misero 0/5 dal campo chiudendo con 3 rimbalzi e zero punti. Il coach gialloviola ha però ammesso di aver forse chiesto troppo al suo rookie
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La serata di Philadelphia, per i Lakers, non è stata delle più piacevoli. L’infortunio occorso a Anthony Davisgià alla fine del 1° quarto ha finito per complicare i piani tattici dei gialloviola, che hanno poi subito la maggior energia messo in campo dai Sixers nella convincente vittoria 118-104 dei padroni di casa. E nella serataccia della squadra è stato coinvolto anche Bronny James, richiamato dalla G League per dare una mano al reparto esterni dei Lakers, privo dell’infortunato Gabe Vincent. Il figlio di LeBron è entrato già nel corso del 1° quarto, giocando poi più di 15 minuti in cui però non ha inciso, chiudendo con zero punti e 0/5 al tiro. Non solo, a James Jr. è toccato anche marcare un Tyrese Maxey scatenato, migliore della partita con 43 punti. “È velocissimo” ha detto Bronny dell’avversario diretto dopo la partita, “ha un tocco di palla incredibile e sa anche tirare: io ho provato a fare ciò che potevo”. Un punto di vista, quello del rookie, condiviso anche da coach JJ Redick.
Redick, Bronny e un compito difficile
“Ovviamente non ha giocato bene” ha dichiarato l’allenatore dei Lakers quando gli è stato chiesto della prestazione offerta da James Jr., “ma ci sta e forse sono stato io a metterlo in difficoltà”. In effetti, la convocazione con la prima squadra per Bronny è arrivata all’ultimo minuto e gli ha lasciato a malapena il tempo di fare la valigia e salire sul volo per Philadelphia con papà LeBron e compagni. “Sta facendo molto bene in G League” ha aggiunto poi Redick, “e contino ad avere fiducia in lui, anche se oggi non si è dimostrato all’altezza della sfida”. Sull’argomento è stato interpellato ovviamente anche James Sr., che si è detto convinto che il figlio continuerà a migliorare: “Questa era la sua prima vera serata con ‘i grandi’ e ci vorrà del tempo, ma sono convinto che gli servirà per lavorare ancora di più e diventare un giocatore migliore”.
