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NBA, i tiri da metà campo a fine quarto non entreranno nelle statistiche individuali

NBA

Dalla prossima stagione la NBA introdurrà una nuova regola: i tiri presi da metà campo negli ultimi tre secondi dei primi tre quarti di ogni partita, in caso di errore, verranno conteggiati solo nelle statistiche di squadra e non in quelle individuali del giocatore che si prenderà il tiro. Una modifica resa necessaria dalla sempre maggior reticenza da parte dei giocatori a prendersi quel tipo di tiro e di cui potrebbero beneficiare alcuni specialisti dei tentativi da lontanissimo a fine quarto

Da queste parti è abitudine definirli ‘tiri dell’Ave Maria’, proprio perché la loro probabilità di andare a segno equivale più o meno all’imperscrutabilità dell’esito generato da una preghiera. Il problema, per la NBA, è che ultimamente in una determinata situazione, nel particolare al termine dei primi tre quarti di giocoi protagonisti in campo non sembravano molto propensi a far partire le loro ‘Ave Maria’. Il motivo? Molto semplice: considerata la bassissima possibilità di segnare, molti giocatori preferiscono non provarci nemmeno per non sporcare le loro statistiche individuali. Per quanto ovviamente legittimo, si tratta in maniera evidente di un atteggiamento non in linea con lo spirito del gioco, e per porvi un argine la NBA ha deciso di cambiare una regola ormai consolidata.

Cosa cambierà dalla prossima stagione

Ad annunciare la modifica della regola per la prossima stagione è stato il Board of Governors, riunitosi ieri a New York: ogni tiro da più di undici metri dal canestro nei tre secondi finali dei primi tre quarti di partita, qualora non dovesse andare a segno sarà conteggiato solo come errore di squadra e non rientrerà nelle statistiche individuali del giocatore che se l’è preso. Secondo i dati forniti da ‘SportRaadar’, nella scorsa stagione i tiri di quel tipo sono stati realizzati con una percentuale complessiva del 4% e gli specialisti in materia sono risultati Steph Curry con quattro ‘Ave Maria’ mandati a segno e Nikola Jokic con tre. 

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