La NBA piange la scomparsa di Doug Moe, leggendario allenatore dei Denver Nuggets degli anni ’80. Il figlio David ha reso noto che suo padre è scomparso dopo una lunga battaglia con il cancro. Le sue 432 vittorie alla guida dei Nuggets sono ancora oggi ricordate con uno stendardo appeso sul soffitto dell’arena
La NBA perde una delle due leggende in Doug Moe, scomparso nella giornata di ieri all’età di 87 anni dopo una lunga battaglia con il cancro, come annunciato da suo figlio David. Lo piangono soprattutto i Denver Nuggets, la squadra che ha allenato di più in carriera guidandola per tutti gli anni ’80, dopo quattro anni alla guida dei San Antonio Spurs e uno a Philadelphia nel 1992-93, tornando poi in Colorado come assistente a metà anni 2000. Le sue 432 vittorie alla guida dei Nuggets sono rimaste a lungo il record di franchigia, immortalato per sempre anche con uno stendardo appeso sul soffitto della Ball Arena, e superato solo recentemente da Michael Malone.
Doug Moe, allenatore a modo suo
Negli anni ’80 i suoi Nuggets si sono distinti sopratutto per uno stile di gioco offensivo e intrattenente, con pochissimi schemi "classici" chiamati attorno alla stella Alex English, il miglior realizzatore di tutta la NBA negli anni ’80 per numero di punti segnati. A Denver però Moe era diventato leggenda anche per il suo altrettanto variopinto modo di comportarsi, con vestiti eccentrici (e mai con una cravatta se non in caso di emergenza) e la sua comunicazione piena di parolacce nei confronti di arbitri e giocatori, ma anche per il suo atteggiamento estremamente amichevole e divertito fuori dal campo che lo hanno reso amatissimo in città, dove era normale trovarlo nei bar e nei ristoranti. "A volte penso di essere come Jekyll e Hyde: prima e dopo la partita sono un pagliaccio, poi quando si alza la palla a due le emozioni prendono il sopravvento" ha dichiarato al New York Times nel 1983. Nel corso della sua carriera ha concluso con un record di 628-529 da capo-allenatore, venendo nominato Coach dell’Anno nel 1988 e raggiungendo le finali di conference nel 1985, perdendo contro i Los Angeles Lakers dello Showtime poi campioni NBA.