Il prestigioso magazine TIME, in occasione del suo numero dedicato ai 100 personaggio del mondo dello sport più influenti nel 2026, ha dedicato la copertina e la propria storia di apertura a LeBron James, nominandolo "Atleta del secolo" e definendolo come "uno degli atleti più importanti della storia americana e uno dei più importanti statunitensi del 21° secolo", ridefinendo il concetto di atleta moderno
Da sempre il magazine TIME è considerato un'istituzione nel mondo dell'informazione per autorevolezza e prestigio, e come ogni anno ha pubblicato la sua lista dei 100 sportivi più influenti al mondo nel 2026 (tra cui figurano anche Kimi Antonelli e Jannik Sinner). La copertina è però dedicata a LeBron James, nominandolo nientemeno che "Atleta del secolo" per il modo in cui ha ridefinito il concetto stesso di atleta moderno, non solamente con le sue imprese in campo ma anche con il suo impegno politico e sociale al di fuori di esso. Per l'occasione James si è concesso per una lunga intervista esclusiva nel quale ha parlato un po' di tutto, dal suo futuro a cosa gli permette di rimanere ancora a questo livello a 41 anni fino all'eterno dibattito con Michael Jordan.
L'amore per il gioco prima di tutto
L'intervista è stata realizzata ad aprile poco prima dell'inizio dei playoff, in una giornata in cui James non era al meglio per via di un mal di gola. Ciò nonostante era comunque presente al campo di allenamento dei Lakers per prepararsi in vista dei playoff. "Dipende tutto dalla testa, il corpo è una conseguenza. Quando non sarò più innamorato di arrivare all'arena cinque ore prima della partita per cominciare la mia preparazione, quando non arriverò all'allenamento due ore e mezza prima dell'inizio, allora capirò di essere finito. Perché vorrebbe dire prendere in giro il gioco. Pensate davvero che non mi stia ancora divertendo? La cosa più importante rimane la cosa più importante, ed è il mio amore per il gioco del basket. Se continuerò a giocare, rimarrà sempre la mia passione numero 1".
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Neanche in un'intervista con un magazine così prestigioso però James ha dato indicazioni su quale sarà il suo futuro, decidendo di non rispondere quando gli è stato chiesto se fosse stato disposto a fare uno "sconto" ai Lakers per dare alla squadra più flessibilità nel prossimo futuro. In ogni caso rimane il fatto che suo figlio Bronny è ancora sotto contratto per la prossima stagione, e James ha dichiarato che "di tutte le cose che ho fatto nella pallacanestro, giocare insieme a mio figlio è la migliore in assoluto".
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James e il confronto coi grandi del passato: "Non sceglierei nessuno prima di me"
Nel lungo articolo viene ripercorsa la sua infinita carriera e i mille modi in cui ha cambiato la percezione attorno alla figura dell'atleta sportivo, ma quando gli è stato chiesto se si ritiene più "influente" rispetto a Michael Jordan, anche James ha tentennato: "Se chiedete a qualcuno che è cresciuto nell'era di MJ, vi diranno MJ. Se chiedete a qualcuno che è cresciuto nell'era di LeBron... vi diranno comunque MJ. Ma lo capisco: a ciascuno il suo. Il mio percorso è il mio percorso, io faccio quello che faccio e so cosa ho dato dal punto di vista cestistico, di ispirazione e di influenza. So di poter reggere il confronto con chiunque".
E anche sull'infinito discorso attorno al GOAT (Greatest Of All Time, il migliore di sempre), James ha risposto in questa maniera: "Non sceglierei nessuno prima di me, su questo non si discute. Ma penso che Mike direbbe la stessa cosa. Kobe, che riposi in pace, direbbe la stessa cosa. Magic uguale, Bird idem, pure Shaq, Wilt, Kareem. Nessuno di noi prenderebbe qualcun altro prima di se stesso. Ma se ci fosse un general manager che deve scegliere e noi fossimo tutti schierati davanti a lui, sarebbe difficile non prendere me".