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Mercato NBA, LeBron James: "Controllo io il mio destino, che sia ai Lakers o altrove"

NBA
©Getty

Nell'ultima puntata del suo podcast, LeBron James ha parlato anche della free agency che lo attende — la prima dopo 23 anni di carriera in cui non avrà un contratto per la prossima stagione, e non per sua scelta. "Mi sto prendendo il mio tempo, ma so di essere free agent e di poter controllare il mio destino — che sia qui coi Lakers per il prossimo futuro o andando da un'altra parte. Vincere sarà il fattore più importante"

Mentre le attenzioni del mondo NBA sono concentrate soprattutto sulle finali di conference, LeBron James è tornato a parlare del suo futuro. Nel suo podcast "Mind The Game" in compagnia di Steve Nash, il Re non si è esposto più di tanto su quelli che saranno i suoi piani futuri ma ha comunque spiegato in che momento si trova alla vigilia della prima estate in carriera in cui sarà free agent per scelta altrui e non sua (le altre volte nel 2010, 2014 e 2018 lo era diventato rinunciando a una player option): "Mi sto ancora prendendo il mio tempo, non ho nemmeno pensato troppo a quello che sarà" ha detto. "Ovviamente sono consapevole di essere free agent e di poter controllare il mio destinoche sia rimanendo qui con i Lakers per il prossimo futuro o andando da qualche altra parte". James ha però fatto intendere che non bisogna attendersi una decisione a breve: "Non sono nemmeno arrivato al punto di prendere una decisione del genere. Non sono ancora andato in vacanza con la famiglia, che accadrà dopo il Memorial Day [lunedì 25 maggio, ndr]. Al momento penso solo a quella. A un certo punto verso la fine di giugno o inizio luglio, quando la free agency sarà cominciata, inizieremo ad avere un’idea di quello potrebbe essere il mio futuro. Ma potremmo anche arrivare ad agosto prima di capire se vorrò continuare a giocare in uno sport che amo e in cui credo di poter dare ancora molto ad alto livello, oppure no. Sarà divertente vedere cosa mi attende il futuro".

LeBron: "Conta solo vincere, OKC aveva più talento di noi"

Una cosa è certa: vincere è ancora la priorità assoluta: "Vincere è la cosa più importante, perché vuoi essere felice di andare al lavoro ogni giorno" ha aggiunto James. "Vuoi ritrovarti in un gruppo di ragazzi che sono sulla stessa lunghezza d’onda e vogliono continuare a migliorare. Di sicuro al mio 24° anno di carriera non andrò da nessuna parte in cui bisogna ricostruire da zero, non è proprio il mio". La consapevolezza, però, è che avversari come gli Oklahoma City Thunder sono ad un livello superiore in questo momento: "Ho la passione e l’ambizione di sollevare il Larry O'Brien Trophy ogni anno, ma ho anche la consapevolezza di quale squadra ho fatto parte in quel ogni singolo anno. E comprendendo che quest'anno abbiamo combattuto e giocato al massimo delle nostre possibilità. Ma alla fine, se siamo completamente onesti, avevano più talento di noi. Non hanno lavorato più duro di noi, non sono stati più fisici di noi, o più intelligenti. Ma OKC aveva semplicemente molto più talento. Bisogna togliersi il cappello ma non ce ne si può fare un cruccio, sapendo anche in quali condizioni fisiche eravamo".

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