Il rookie dei Chicago Bulls Caleb Wilson ha dichiarato di aspettarsi di vincere il premio di matricola dell’anno nella prossima stagione, dimostrando grande fiducia nelle sue possibilità. Già nella notte del Draft aveva detto che i Bulls “hanno avuto uno dei GOAT [riferendosi a Michael Jordan], ora è tempo di un altro. Punto a essere il più grande di sempre”
Forse a Caleb Wilson è mancato qualcosa in termini di capacità col pallone tra le mani per essere considerato un prospetto del livello di AJ Dybantsa, Darryn Peterson e Cameron Boozer scelti prima di lui al Draft, ma di sicuro non gli manca la personalità e la fiducia nei suoi mezzi. Nella sua conferenza stampa di presentazione, la quarta scelta assoluta da parte dei Chicago Bulls ha confermato di non volersi nascondere dietro parole di circostanza: "Onestamente, mi aspetto di vincere il Rookie of the Year" ha detto Wilson. "Lavorerò sodo. Farò quello che serve. Sento che la squadra è davvero adatta a me e per come immagino di giocare. Ho affrontato tutti i giocatori che sono stati presi prima di me e sapete già cosa è successo [in stagione ha affrontato e battuto tutte le squadre che li avevano, ndr], perciò non importa. Non mi interessa delle classifiche: sono un agonista. Giocherò anche in Summer League. Farò tutto che serve per dimostrare che sono allo stesso livello o anche più su".
Approfondimento
NBA, Bulls: Caleb Wilson scelto con la 4^ chiamata al Draft
Wilson e il paragone con Jordan: "Punto a essere il migliore di sempre"
Wilson, prodotto di North Carolina, aveva fatto notizia nella notte del Draft quando aveva dichiarato che i Bulls "hanno avuto uno dei GOAT [riferendosi a Michael Jordan, anche lui proveniente da UNC, ndr], ora è tempo di un altro". Una dichiarazione che ha confermato anche nel suo primo giorno a Chicago: "Quando dico che voglio fare qualcosa, mettermi d’impegno e diventare un grande giocatore, è perché sento di avere le capacità per renderle realtà" ha detto Wilson. "Tutti noi puntiamo a qualcosa. Puntare a essere il più grande di sempre è una cosa audace da dire, ma è l’obiettivo che mi sono posto. Non punto a essere un giocatore nella media o mediocre. Poi se raggiungo quell’obiettivo, bene. Se non ci riesco, almeno so di averci provato".