Introdotto nella Basketball Hall Of Fame di Springfield, nel suo discorso dal palco Mike D'Antoni ha dedicato ampio spazio alla sua lunga avventura da giocatore e da allenatore in Italia, tra Milano e Treviso, e ha ringraziato tutta una serie di persone, da Dan Peterson e Bob McAdoo, che in quegli anni lo hanno aiutato a far partire una carriera che questa notte l'ha portato a scrivere il suo nome tra le leggende della storia del basket
Nella notte Mike D'Antoni è stato introdotto nella Basketball Hall Of Fame, ricevendo così la massima onoreficenza per chi ha fatto della pallacanestro la sua vita. E D'Antoni, dal palco di Springfield, nel suo discorso d'accettazione ha dedicato un ampio spazio alla sua avventura italiana, dove da giocatore e da allenatore ha trascorso quadi vent'anni. E l'ex stella dell'Olimpia Milano ha ringraziato diversi protagonisti di quell'epoca, da Dan Peterson a Bob McAdoo ai proprietari della squadra milanese e di Treviso, altra sua fermata nell'esperienza in panchina. E, ricorda D'Antoni, in Italia ha anche conosciuto sua moglie Laurel, di cui, citando il famoso stile di gioco '7 seconds or less' che proprio lui ha inventato, si è innamorato in meno di 7 secondi, complice anche una pizza.