Protagonista di un grande avvio di stagione, Victor Wembanyama ha concesso una lunga intervista a "60 Minutes", popolarissima trasmissione della rete americana CBS. E tra confessioni sull'abbigliamento preferito e sulle esperienze alla scacchiera, il francese si è soffermato sul rapporto speciale con Gregg Popovich, leggendario ex coach degli Spurs, raccontando anche una delle tante lezioni imparate durante la sua stagione da rookie
Che anche fuori dal campo Victor Wembanyama fosse, per usare il termine che è ormai diventato il suo nickname, un alieno, nel senso che il francese non assomiglia per nulla alla stragrande maggior parte dei colleghi, lo si era capito da tempo. Tra partite a scacchi per le strade delle città americane, libri di fantascienza portati nello spogliatoio e visite alla NASA, il francese ha dimostrato di avere una personalità del tutto particolare fin dal suo sbarco in NBA, arrivato ormai oltre tre anni fa. E Wembanyama non ha deluso le attese nemmeno nella lunga intervista concessa a "60 minutes", popolarissimo pogramma giornalistico di NBC, in cui ha risposto con acume e grande capacità comunicativa alle domande proposte.
Wemby, Popovich e quel consiglio speciale
A "60 minutes" Wembanyama ha parlato un po' di tutto, spaziando dalla sua azione preferita (l'alley-oop), alle differenze tra la cultura europea e quella statunitense ("Qui in America nessuno ti gudica per il fatto di essere troppo ambizioso") ed è infine approdato al rapporto con il leggendario ex coach degli Spurs Gregg Popovich. "Coach Pop è il più grande allenatore di sempre", ha dichiarato senza dubbi Wemby, per poi ricordare uno dei tanti consigli ricevuti da Popovich: "Dopo averci fatto vedere il filmato della partita precedente, spesso diceva: dopo una vittoria se ti riguardi raramente ti vedi giocare tanto bene quanto pensavi e dopo una sconfitta raramente ti vedi giocare tanto male quanto pensavi di aver giocato".