Zanardi: mi sento un ragazzino. Tokyo 2020? Forse

Olimpiadi
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L'atleta paralimpico commenta le soddisfazioni di Rio, ultima l'oro nella staffetta di ciclismo insieme a Podestà e Mazzone. E non esclude di partecipare anche alla prossima edizione in Giappone

Un oro "bellissimo". Alex Zanardi definisce così l'impresa alle Paralimpiadi di Rio de Janeiro nella staffetta mista di ciclismo assieme a Vittorio Podestà e Luca Mazzone. "La gara a squadre è un momento di condivisione per definizione - racconta l'ex pilota a Sky Sport - e riuscire a riprodurre uno sforzo che diventa davvero inavvicinabile assieme ai tuoi compagni, che hanno compiuto un percorso molto simile al tuo e che sono anche degli amici, con cui condividi tutto, sicurezze e insicurezze, è una soddisfazione enorme. Il ciclismo, del resto, è sinonimo di fatica e sofferenza, è qualcosa che tende a rafforzare ancora di più i legami e le cose che hai". Zanardi e gli altri protagonisti di Rio stanno portando alla ribalta il movimento paralimpico.

"Quando vedi una grande prestazione sportiva è inevitabile riflettere sul percorso che quell'atleta ha compiuto per arrivare a fare quella cosa meravigliosa. Lo sport tradizionale è fatto anche di miti, di supereroi, che non vedi simili a te, ma nello sport paralimpico ci sono atleti che fanno cose meravigliose partendo da più dietro rispetto alla gente comune, superando gli ostacoli che la vita ha messo loro davanti. Siamo circondati da storie bellissime e tutti ci diamo forza e ispirazione a vicenda". Due ori e un argento a Londra, due ori e un argento a Rio, Zanardi non smette di stupire e alla soglia dei 50 anni non esclude di andare anche a Tokyo. "Oggi d'argento ci sono anche più capelli in testa - sorride - atleticamente sto bene ma non sonolo stesso atleta dell'anno scorso. A Londra facevo la convergenza della mia handbike senza occhiali, ora senza occhiali non trovo nemmeno il metro nella cassetta degli attrezzi... Ma ho ancora quella fame e quella voglia che mi fanno sentire un ragazzino - aggiunge - per Tokyo può essere, vedremo. Sono fiero del mio passato, sono programmato sul presente e proiettato sul futuro".