Malagò: "Olimpiade, anno zero. Nulla sarà come prima"

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Il presidente del Coni ha parlato in esclusiva al Corriere della Sera sulla decisione di posticipare i Giochi: "E' stata la scelta più giusta, bisognava dare un segnale. Se l'Oms dovesse dare il via libera, si potrebbero fare a fine maggio o ad inizio giugno del prossimo anno"

Per le Olimpiadi bisognerà aspettare ancora un po'. Un anno, comunque fino al 2021: "Si è optato per una formula geniale, aperta: dal primo gennaio all’estate. Questo significa che se nel prossimo autunno la situazione si normalizzerà. E se l’Oms desse il via libera, l’Olimpiade si potrebbe fare a fine maggio o a inizio giugno, in condizioni climatiche favorevoli e senza dover stravolgere altri grandi avvenimenti già in calendario". Lo ha detto Giovanni Malagò al Corriere della Sera. Il presidente del Coni, tuttavia, non ha dubbi: "Rinviarle è stata la scelta più giusta - ha ribadito - serviva dare un messaggio chiaro e univoco, tenendo conto di diverse situazioni. La posizione del governo giapponese, per esempio, che controlla gli enti locali e il comitato organizzatore e gli aspetti contrattuali con le televisioni americane. Poi, bisognava fare i conti con il convitato di pietra, cioè il virus. L’OMS ha rivestito un ruolo fondamentale: prima ci ha spiegato che i Giochi andavano rinviati e poi quali potevano essere i rischi di spostarli a ottobre“. Sono stati giorni di ansia, anche da parte degli atleti: "Ho ricevuto tante telefonate che faccio fatica a ricordare quali. Ne cito solo due: Cassani e Blengini, c.t. del ciclismo e della pallavolo, che volevano sapere come comportarsi. L’ansia di un atleta è logica: deve sapere come programmarsi. Ci vorrà tantissimo tempo per rimettersi in piedi e ci scopriremo diversi, vulnerabili, magari migliori. Dovremo imparare a vivere accettando la nostra precarietà".

"Sempre in contatto con Gravina"

Se per le Olimpiadi una scelta è già stata fatta, il discorso per la Serie A e il calcio italiano è diverso: "Ho contatti frequenti con il presidente Gravina che mi tiene aggiornato su tutto e per questo lo ringrazio. È chiaro che stiamo parlando di un mondo a parte e mi riferisco alla Serie A che deve affrontare situazioni economiche diverse da tutte le altre realtà. Credo che giocherà la sua partita e io non posso fare altro che rispettarla. Qualche presidente vorrebbe finire qui la stagione? L’organizzazione dei campionati per statuto spetta alla Figc che poi si affida alla Lega. Il calcio, come l’Olimpiade, deve fare i conti con il virus. L’agenda la detta il governo. E al momento non ci sono certezze".