Brunel verso il Sei Nazioni: serve tempo alla mia Italia

Rugby
Il ct azzurro Jacques Brunel, 57 anni, in uno dei primi allenamenti con l'Italrugby (Foto Getty)
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Domenica via al raduno pre-natalizio della nazionale. Il neo ct azzurro guarda al prossimo torneo e all'esordio contro la sua Francia: "Qui c'è un grande potenziale, ma non aspettatevi subito una squadra diversa da quella del Mondiale"

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Domenica comincia il raduno pre-natalizio a Roma della nazionale di rugby, sport che non si ferma mai e sarà in campo, con il doppio derby italiano Aironi-Benetton di Celtic League, anche il 24 e 31 dicembre. Quanto agli azzurri, lavoreranno assieme per tre giorni, e per il commissario tecnico Jacques Brunel, che sulla panchina dell'Italia esordirà a Parigi il prossimo 4 febbraio nella prima giornata del Sei Nazioni, proprio contro la sua Francia. 

Il prossimo 11 febbraio, invece, 'prima' all'Olimpico contro l'Inghilterra, match per il quale sono già stati venduti più di 30mila biglietti. Intanto Brunel traccia un bilancio dei suoi primi mesi di lavoro e delle sue frequenti visite presso le franchigie di Celtic, i club di Eccellenza, le Accademie federali, e parla dei giovani convocati per il raduno di Roma.

"Per quanto riguarda il Pro12 (la Celtic League ndr) -spiega Brunel-, credo che per la nazionale sia importante che le squadre italiane siano competitive in questo torneo. I successi della Benetton sono importanti, è fondamentale che anche gli Aironi ottengano un maggior numero di risultati positivi. Vogliamo collaborare il più possibile con loro per far sì che questo accada".

"In queste sei settimane -continua il ct- ho frequentato molto anche i club e le Accademie federali, sono convinto della qualità e del grande potenziale del movimento. A livello giovanile la Francia può contare su numeri maggiori di quelli italiani eppure, se guardiamo le recenti sfide tra l'Accademia di Tirrenia e quella di Marcoussis o tra la selezione delle accademie U18 italiane e francesi, il divario oggi è decisamente ridotto".

Verso il Sei Nazioni - Ma quale Italia vedremo al prossimo Sei Nazioni? "L'Italia che vedremo al prossimo Sei Nazioni - risponde il ct - non sarà molto diversa da quella che ha disputato il Mondiale e credo sarà lo stesso anche per le altre nazionali: il tempo a disposizione dopo Nuova Zelanda 2011 è poco per apportare stravolgimenti ma, come ho già detto a Bologna in occasione della mia prima conferenza stampa, per quanto ci riguarda cercheremo di proporre un gioco maggiormente equilibrato tra avanti e trequarti. Il pack italiano resta un punto di forza importante, dobbiamo dare maggior peso anche al gioco della linea arretrata".

L'esordio - Che sapore avrà, per Brunel, esordire proprio contro la Francia? "Esordire contro la Francia allo Stade de France avrà per me un significato particolare, inutile nasconderlo -ammette-: di certo anche i Coqs non cambieranno molto rispetto al Mondiale, ma sono una squadra di alto livello, che ha conquistato un posto in finale in Nuova Zelanda".

Il mediano d'apertura
- Intanto l'Italrugby ha ancora il problema del mediano d'apertura. "Il ruolo dell'apertura rappresenta di certo un aspetto importante su cui dobbiamo concentrarci - sottolinea Brunel -. E' un ruolo difficile, di grande responsabilità, dove la capacità di prendere la decisione giusta è fondamentale. Io ho avuto il privilegio nella mia carriera di allenare Dan Carter, il numero 10 più completo del panorama internazionale, posso dire che un grande numero dieci deve essere in grado, su quaranta scelte di gioco possibili nel corso di una partita, di fare la scelta giusta per la squadra trentacinque volte". "Per il raduno di Roma che inizia sabato - continua - ho convocato molti giovani come Morisi, l'unico ad avere già esperienza in Celtic, Campagnaro, Odiete, Esposito: se sono convocati è perché hanno la possibilità di ritagliarsi un posto in vista del 6 Nazioni, nessuno escluso. E' importante concedere a questi ragazzi la possibilita' di mettersi in mostra ad alto livello".

Il capitano - Sarà ancora Parisse ? "Non ne ho ancora parlato, ma se Parisse avrà ancora voglia di farlo -risponde Brunel-, resterà lo skipper della Nazionale". Brunel sottolinea per chiudere il proprio entusiasmo per i due incontri interni del Sei Nazioni da disputare allo Stadio Olimpico di Roma: "Sarà una grande festa, una splendida vetrina per il rugby italiano e per un torneo che rappresenta la storia di questo sport. Sono sicuro che avremo tanto pubblico e che sapremo entusiasmarlo".

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