Sei Nazioni, Italia sconfitta dall'Inghilterra. Ma meglio dell'esordio contro la Francia

Rugby
Francesco Pierantozzi

Francesco Pierantozzi

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Dopo la Francia, Italrugby sconfitta anche dall'Inghilterra nella seconda giornata. La la prova degli azzurri stavolta è stata migliore rispetto alla gara d'esordio, ma "meglio" non vuol dire certo salto di qualità

INGHILTERRA-ITALIA, CRONACA E TABELLINO

Meglio, molto meglio rispetto a una settimana fa. E non solo perché si passa da 40 punti di scarto contro la Francia, in casa, a 23, contro l’Inghilterra, a Twickenham (41-18), evitando il pallottoliere e la ricerca delle peggiori sconfitte di sempre, ma per l’atteggiamento. Tutt’un’altra cosa, placcaggi ben fatti, mischia che tiene, capacità di sfruttare le occasioni e, persino di avanzare. L’Italia non ha giocato per non prenderle e basta, per limitare i danni. Gli inglesi ci hanno un po’ sottovalutato? Macchè, non scherziamo, per dna ed Eddie Jones, l’allenatore australiano-giapponese, è impossibile. Certo sembrano un po’ macchinosi, commettono tanti errori di esecuzione, sono feroci solo a tratti, il capitano Farrell è quasi una controfigura di quello che conosciamo, però ha la giustificazione, visto che i suoi Sarcaens, retrocessi per aver rotto il salary cap, non hanno praticamente mai giocato in questa stagione nel Championship, la serie B del rugby inglese, causa covid. Adesso però…

Meglio non significa tuttavia salto di qualità, la sconfitta è sempre una sconfitta. Magari per qualche giorno in Inghilterra eviteranno di dire e scrivere che dobbiamo andarcene dal Sei nazioni, che ci devono cacciare o, quanto meno, che dobbiamo ri-guadagnarcelo battendo la miglior sfidante delle aspiranti, tipo Georgia. Meglio significa puntare su quello che ha funzionato. E costruire sugli uomini di oggi e di domani, il mediano di mischia Varney, ancora brillante, il numero 10 Garbisi, Lamaro, uscito però troppo presto per un infortunio, Ioane e stavolta anche Canna, Mori, il nipote dell’ex campione del mondo dei 4oo hs, che meriterebbe di partire titolare, le prime linee. Nessun posto sicuro, tutto in discussione, talenti da recuperare, e avanti con questo spirito. Certo siamo a 29 sconfitte consecutive nel Sei Nazioni, l’obiettivo di evitare il sesto cucchiaio di legno consecutivo, può essere il primo traguardo. Tra quindici giorni c’è l’Irlanda a Roma. L’ultima squadra che abbiamo saputo battere in casa. Otto anni fa…

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