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Rugby, 6 Nazioni femminile 2022: come è andata la 1^ giornata

Rugby
©Getty

Vittorie prevedibili per Inghilterra e Francia, che però hanno dovuto faticare e non sono mancati gli errori gratuiti. Grande sorpresa a Dublino, dove il Galles ha sconfitto in rimonta le padrone di casa dell’Irlanda, colmando un ampio gap nel giro di appena dodici mesi

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Sono tante le note che la prima giornata del torneo Sei Nazioni femminile ha portato e la prima e più lieta arriva dagli spalti. Sulle tribune, complice il formato separato rispetto al torneo maschile e il fatto di giocare in un periodo successivo con conseguenti condizioni climatiche perfette, si è fatto registrare il record di presenze e la bellezza del pubblico coinvolto è stata ampiamente testimoniata dalle riprese viste durante gli incontri. Tutti festanti e pronti a divertirsi al di là del risultato, comprese le ragazze in campo, in cui va sempre più ribadito permangono in maniera inscalfibile i valori più puri e lo spirito più vero del rugby, rimasti assolutamente inalterati.

Record di presenze

Oltre 20mila i tifosi accorsi per le tre partite, con nuovi record sia in Scozia (quasi 4mila presenti al Dam Health Stadium di Edimburgo, appena dietro al leggendario Murrayfield), Irlanda (oltre 6mila alla Royal Dublin Society, casa del Leinster) e in Francia nello scontro diretto con l’Italia, con 13mila presenze allo Stade des Alpes di Grenoble. In ordine cronologico, le prime a scendere in campo sono state le strafavorite Inglesi contro la Scozia. Partita sostanzialmente mai in discussione con vittoria ospite per 5-57 e nove mete marcate contro una, ma risultato che dice meno di quanto visto in campo. La Scozia a tratti, soprattutto nella prima e ultima parte di gara, ha lottato ad armi pari mettendo in difficoltà l’Inghilterra, sospinta dalle cariche di Jade Konkel, alla cinquantesima presenza con la maglia del cardo dopo un periodo di sosta per diventare vigile del fuoco, e dall’elettricità di Chloe Rollie, che nell’Allianz Premier 15s gioca con la maglia di Exeter, dopo essere stata un punto fermo con le Harlequins Ladies. Di pregevole fattura pure la meta dello stesso estremo, per costruzione e handling, con le belle mani di Helen Nelson ed Hannah Smith per il momentaneo 5-14. Proprio nell’accuratezza, invece, sono paradossalmente mancate le vice campionesse del mondo, con tanti errori gratuiti e non forzati che hanno creato malumori, nonostante l’ampio successo, al tecnico Simon Middleton. Persino uno – da segnare sul taccuino per la rarità – da parte della veterana Sarah Hunter, MBE e capitana della squadra arrivata a 131 presenze.

Le migliori di giornata

La grande differenza l’ha fatta poi l’attitudine e l’abitudine all’alto livello delle professioniste inglesi e la loro fisicità, con tre mete, 22 placcaggi e il premio di player of the match dedicato al figlio Oliver nato due anni fa, da parte della terza linea Marlie Packer, in lizza come miglior giocatrice della prima giornata con le gallesi Alisha Butchers, Donna Rose e la francese Madoussou Fall. Di Poppy Cleall, Cowell, Infante, Aitchison, Powell e Dow le altre marcature delle Red Roses, l’ultima candidata a miglior meta del round con quelle dell’irlandese Linda Djougang, della gallese Hannah Jones e della francese Emilie Boulard, in una giornata che ha visto in tutto 23 marcature pesanti e purtroppo soltanto le Azzurre non in grado di passare la linea, marcando 6 punti con due calci piazzati di Michela Sillari, ora ad un passo dai 200 punti in nazionale, seconda di sempre dopo la miglior marcatrice Veronica Schiavon (383 punti). Nella sfida, da sottolineare il ritorno dopo l’infortuno alla gamba di Emily Scarratt e gli esordi di Emma Sing (Inghilterra) e Meryl Smith (Scozia).

Galles, la rimonta perfetta

Forse la più grande sorpresa di giornata è arrivata, tuttavia, a Dublino, sotto gli occhi del grande Brian O’Driscoll, che prima della partita aveva consegnato le maglie alle ragazze irlandesi. Lo scorso anno la Green Army si era imposta sul Galles per 0-45. Lunghe e insistite proteste da parte delle giocatrici, hanno portato ad una svolta a Cardiff con la creazione di un modello semi-professionistico con giocatrici sotto contratto full e part-time e la differenza si è subito vista. Ad enfatizzarla è stato persino proprio il nuovo tecnico irlandese, Greg McWilliams, che a fine partita ha indicato come nel femminile occorrano tempi ben più ristretti rispetto al maschile per colmare il divario. Le mete di Crowe e Djougang, con la risposta da maul della figlia d’arte Phillips – il padre Rowland ha allenato anche dalle nostre parti la franchigia degli Aironi a Viadana -, avevano chiuso la prima frazione con le padrone di casa avanti 14-5. Poi la meta della scattante Jaz Joyce e quella di Flood avevano portato lo score sul 19-10 all’ingresso dell’ultimo quarto di gara. Ma il rugby è sempre più uno sport di squadra, non solo determinato dai 15 in campo, ma spesso proprio da chi subentra dalla panchina. E così fondamentali sono stati gli apporti di Ioan Cunningham e soprattutto di Donna Rose per il Galles, con quest’ultima che ha prima ridotto il gap e poi portato avanti per la prima volta nella sfida le ragazze in maglia rossa, ancor più brave a chiudere il match nel finale con la pregevole marcatura personale di Jones.

Due velocità in classifica

Risultato di 19-27 che ha già scavato una sorta di solco in classifica. Tutte le vincitrici hanno, infatti, conquistato il punto di bonus, cosa non riuscita a nessuna delle sconfitte e la graduatoria vede così avanti Inghilterra, Francia e Galles con 5 punti e dietro Irlanda, Italia e Scozia a 0. Panchina determinante pure a Grenoble, con gli ingressi decisivi di Sansus e Boulard, la prima per dare ritmo alla manovra francese e la seconda autrice della meta decisiva per il punto supplementare e che ha definitivamente chiuso la contesa con una buona Italia, punita eccessivamente dal risultato di 39-6 con le mete di Fall, Gros, Murie, Boulard e Jacquet, le ultime due arrivate negli ultimi 5’ di gioco quando il risultato era ancora su un più accettabile 25-6. Per le ragazze di Andrea Di Giandomenico, da segnalare la cinquantesima presenza di Elisa Giordano e Beatrice Rigoni, festeggiate con tanto di bandiera e palloncini speciali, gli esordi assoluti di Emanuela Stecca e Alessandra Frangipani, rispettivamente pilone e terza linea del Villorba, e l’ottima prova della loro compagna con le Ricce della Marca trevigiana, Alyssa D’Incà, sempre più a suo agio con una maglia da titolare e destinata a scrivere pagine future in azzurro. Si riparte subito questo fine settimana e di grande interesse saranno i due incroci di sabato tra Francia-Irlanda e Galles-Scozia, mentre l’Italia dovrà cercare in qualche modo di contenere domenica la prepotenza agonistica dell’Inghilterra nella prima uscita casalinga a Parma.