Rugby, 6 nazioni femminile 2022: l'Inghilterra che sfiderà l'Italia

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Alla scoperta della squadra in grado di vincere 19 partite consecutive dopo il successo alla prima giornata contro la Scozia. Avversario da battere rimane la Francia, che le Red Roses ritroveranno anche in Coppa del mondo in Nuova Zelanda. Nessun risultato a favore negli scontri diretti per le Azzurre

L’Inghilterra che domenica arriverà a Parma per la seconda giornata del Sei Nazioni sarà ancora una volta la squadra da battere, dopo aver vinto le ultime tre edizioni del torneo femminile. Lo scorso anno, nel formato ridotto, le albioniche avevano sconfitto l’Italia 3-67 al Plebiscito di Padova, per poi vincere 10-6 la finale contro la Francia, avversaria diretta pure in questa stagione, con lo scontro tra le due che arriverà proprio all’ultima giornata a Bayonne. Le inglesi nel torneo hanno sinora conquistato 65 vittorie, con appena 9 sconfitte e, con il successo per 5-57 sulla Scozia della settimana scorsa, hanno portato il totale delle vittorie consecutive a 19, superando i record maschili e iniziando a guardare da vicino le Black Ferns, detentrici della striscia migliore con 24 vittorie.

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Considerando il pre-torneo attuale, con la Spagna dal 2001 al 2007, e le home nations e la Francia prima, l’Inghilterra ha vinto in totale 92 delle 104 partite disputate e il titolo 17 volte, di cui 11 nella formula odierna: sei volte dal 2007 al 2013 e cinque dal 2017 al 2021. Dopo la sfida del Dam Health Stadium di Edimburgo, le Red Roses, al comando della graduatoria per la miglior differenza punti (+52) rispetto a Francia e Galles, affronteranno in serie prima della pausa pasquale l’Italia a Parma e poi il Galles, prima storica avversaria internazionale nel 1987, sabato 9 aprile al Kingsholm di Gloucester. Nessun successo per le Azzurre nei 22 precedenti, di cui 15 al Sei Nazioni, contro la prima forza del ranking mondiale e vice campionesse del mondo, sconfitte nel 2017 al Ravenhill di Belfast (oggi Kingspan Stadium) 32-41 dalla Nuova Zelanda all’ottava partecipazione iridata, vinta per due volte in Scozia nel 1994 contro gli USA (38-23) e in Francia nel 2014 contro il Canada (21-9).

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Nella prossima edizione down under in autunno, le due nazionali non si affronteranno nella prima fase, visto che l’Inghilterra è inserita nella Pool C con Fiji, Sudafrica e di nuovo Francia, ultima squadra in grado di sconfiggere le britanniche nella kermesse continentale a marzo 2018. Le ultime, invece, in ordine di tempo sono state le Black Ferns alle Super Series del giugno 2019 in California, dove l’Inghilterra si è piazzata al secondo posto dietro le Kiwis, vincendo contro Francia, USA e Canada. Nel corso dell’ultima annata, tuttavia, Hunter e compagne si sono ampiamente prese la propria rivincita, imponendo alle “tuttenere” i passivi più pesanti della storia nei test disputati tra ottobre e novembre e preceduti dal match di esibizione vinto 15-17 ad aprile sulla Francia. Il 31 ottobre ad Exeter prima con un netto 43-12 e poi il 7 novembre a Northampton con un ancor più pesante 56-15. A seguire la vittoria 51-12 a Twickenham sul Canada il 14 novembre e lo strabiliante 89-0 con quindici mete marcate contro gli Stati Uniti il 21 dello stesso mese.

Tecnici e struttura del rugby inglese in rosa

Alla guida delle biancorosse c’è dal 2015 Simon Middleton. Classe ’66 ha giocato come ala con Knottingley e nel Rugby League con la maglia del Castleford (170 presenze e 83 mete marcate). Nativo dello Yorkshire, ha allenato a lungo i Leeds Carnegie, prima di entrare nei quadri federali nel Seven e poi come assistente di Gary Street, al quale è poi subentrato dopo la Coppa del mondo vinta nel 2014. È stato giudicato miglior allenatore della scorsa stagione nel femminile e ha guidato anche la spedizione britannica alle Olimpiadi di Rio 2016. Con lui ci sono per le trequarti Scott Bemand, già mediano di mischia di Harlequins, Tigers e Bath, e da quest’anno Louis Deacon per la mischia, arrivato in estate dal Coventry e monumento di Leicester (come il fratello Brett), che può vantare al suo attivo 274 presenze nel club delle Midlands e 29 caps in nazionale. La struttura inglese può contare da tempo in particolare su una sorta di professionismo per le ragazze che rientrano nel circuito a sette, ma da alcuni anni è stata istituita una formula piena in tal senso anche nel XV, con la nascita del campionato Premier 15s, che conta circa 400 giocatrici e la cui finale si disputerà a giugno al Sixways di Worcester. Un ultimo dato per chiudere la carrellata sul rugby inglese femminile. A dicembre 2020, in occasione degli awards da parte di World Rugby, sono state ben otto le giocatrici inserite nella formazione del decennio. Nello specifico: Danielle Waterman, Lydia Thompson, Emily Scarratt, Katy Daley-McLean, Maggie Alphonsi, Tamara Taylor, Sophie Hemming e Rochelle Clark.