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02 gennaio 2018

Cleveland Browns, come entrare nella storia... contromano

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Con il ko contro i Pittsburgh Steelers, i Cleveland Browns hanno fatto segnare un record stagionale (16 sconfitte e nessuna vittoria) che lascia dietro di sé una domanda: sono la peggior fanchigia di tutto lo sport americano? Si è delineato intanto il quadro dei playoffs: il nostro Massimo Marianella ci dice cosa potrà succedere

DAY 17 RISULTATI E CLASSIFICHE

Nuovo anno. Tempo di Champagne, botti e festeggiamenti. Anche nell’NFL ovviamente. Per chi è andato ai playoffs, per chi individualmente ha avuto una buona stagione, per chi sa che ha costruito le basi per un grande 2018. E per i Cleveland Browns ? Beh l’illusione che a Capodanno (speriamo peraltro un’usanza superata) si buttano dalla finestra le cose inutili. Il problema però al First Energy Stadium è da cosa cominciare. I dirigenti? Lo staff tecnico ? I giocatori ? Diciamo che per un ambiente, paradossalmente così innamorato di Football, farlo con i ricordi negativi e le scelte sbagliate degli ultimi anni sarebbe troppo impegnativo. Sono troppi. Da prime scelte buttate a quarterback titolari deludenti (25 utilizzati dal 2002 ad oggi), dal rimpianto di doversi sempre ricordare che Bill Belichick ha cominciato ad allenare qui e vinto tanto altrove, al dover testimoniare che la squadra che il proprietario Art Modell (non fate mai per sbaglio il suo nome se passate in città anche adesso che è passato a vedere le partite dall’alto) nel ‘96 ha spostato a Baltimore ha vinto il Superbowl 4 anni dopo. Adesso l’umiliazione di una stagione senza vittorie. O-16! I numeri dell’inferno. Da quando siamo entrati nell’era del Superbowl solo 2 squadre avevano finito la stagione regolare con zero vittorie e tutte sconfitte. I Tampa Bay Buccaneers alla stagione del loro esordio nel 1976 (avrebbero poi perso anche le prime 12 della stagione successiva iniziando la loro storia con un 0-26) e più recentemente i Detroit Lions del 2008. Tecnicamente zero vittorie anche per i Baltimore Colts nel 1982, ma nella stagione ridotta per lo sciopero quindi solo di 9 partite di cui una pareggiata. Prima, dal 1922 ai primi anni 60, era successo altre 8 volte, ma con stagioni più corte e in campionati di diversa struttura.

Il dubbio comunque è se i Cleveland Browns oggi siano o meno la peggior franchigia di tutto lo sport americano. A leggere i numeri il sospetto viene. Non solo questa stagione intera senza vittorie, ma lo scorso anno il record finale fu 1-15, solo 3 successi l’anno precedente e in totale 38 nel decennio con l’ultima stagione vincente nel 2007 e l’ultima apparizione ai playoffs nel 2002 con la sconfitta nel Wild Card 36-33 contro gli Steelers. Negli anni hanno sbagliato tanto, ma soprattutto la decisione iniziale, quella cioè di voler ricostruire la franchigia su un quarterback giovane scelto nel draft senza voler ripartire da un veterano preso sul mercato. Quindi niente stagioni interlocutorie, magari non vincenti, ma senza tonfi e solo un’eterna ricostruzione. In sequenza su tutti hanno fallito Brady Quinn, Colt McCoy, Johnny Manziel e in un certo senso anche Robert Griffin III nel suo tentativo di ricostruzione dopo la breve parentesi a Washington. Adesso l’ennesima ripartenza con la speranza che il nuovo QB DeShone Kizer non si porti appresso troppe negatività dal ricordo di 15 sconfitte consecutive e soprattutto cercando di sfruttare bene la prima scelta assoluta e anche la numero 4 (ottenuta in una trade con Houston) del draft del prossimo 26 aprile che si terra in Texas affinché i fedeli "Mad Dogs" sugli spalti, tifosi dall’amore incrollabile, possano tornare a ringhiare davvero per qualcosa di positivo.

Gennaio è però soprattutto tempo di playoffs e con New England e Pittsburgh da una parte e Philadelphia e Minnesota dall’altra che si sono meritate il bye, si comincerà con le 4 partite di Wild Card. Incredibile che non ci saranno in campo i Baltimore Ravens letteralmente implosi nel finale dell’ultima partita contro Cincinnati. Sono scesi in campo che avevano il 93,7 % di chance di andare alla post season dovendo solo vincere in casa contro i Bengals e alla fine hanno perso su un 4° e 12 da una squadra che aveva vinto solo 6 partite in tutta la stagione e che non aveva nulla da chiedere a quella partita. Incredibile! E a festeggiare sono stati i Buffalo Bills che non andavano alla post season dal 1999 e che, anche vincendo oltre che pregando a Miami, si sono rocambolescamente qualificati. Ora torneranno in Florida x affrontare i Jacksonville Jaguars che dovranno puntare sulla difesa e le corse di Fournette sperando di contenere i rischi di un quarterback inaffidabile come Blake Bortles. 

Sulle corse punterà ovviamente anche New Orleans con il duo Kamara e Ingram, prima coppia nella storia della NFL a terminare la stagione con entrambi ad aver superato le 1500 yards. Saints favoriti su dei Carolina Panthers sorretti da un ottima difesa, ma con un attacco che sembra aver perso brillantezza in Cam Newton ed efficacia nei ricevitori. 

Alex Smith, quarterback dei Kansas City Chiefs (Getty)

Il confronto sulla carta più equilibrato di tutti quello tra Kansas City e Tennessee dove forse la differenza potrebbe farla il saggio QB dei Chiefs. Alex Smith ha finito la stagione con 4.042 yards lanciate che lo hanno portato ad essere il primo quarterback nella storia della NFL con almeno 3000 yards e meno di 10 intercetti lanciati per 5 stagioni consecutive (Brady ad esempio è arrivato a 4). La sfida più intrigante quella di Los Angeles dove nel vecchio Coliseum si affronteranno Rams e Falcons, due squadre decisamente di stampo offensivo. Il fattore campo direbbe Rams, l’esperienza punterebbe sui Falcons che sono abituati a giocare a questo livello non fosse altro che vengono dall’aver disputato l’ultimo Superbowl. Un dato deve però far riflettere. La difesa di Atlanta concede 4,1 yards di media a portata sulle corse e dovrà vedersela con Todd Gurley che quest’anno ha totalizzato 19 TD e 1305 yards corse (media 4,7 a portata) . Uno dei candidati al titolo di MVP dell’intera stagione.

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