Wrestling: Daniele, un romano in AEW: “Un orgoglio rappresentare l’Italia”

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Salvatore Torrisi

Daniele Dentice D’Accadia, in arte D3, è il wrestler italiano che ha esordito sul ring di AEW Dynamite nel corso dell’episodio speciale “The Crossroads”. Lo abbiamo sentito per conoscere meglio la sua storia. L’appuntamento con AEW Dynamite è per venerdì alle 18.45 su Sky Sport Uno

E’ stato un esordio a sorpresa quello compiuto dal nostro D3 a Dynamite, ma i fan della AEW conoscono bene il ragazzo di Roma, zona Tor Marancia (come spesso specifica con orgoglio). Dallo scorso agosto, infatti, Daniele appare con una certa regolarità a AEW Dark, show che la All Elite trasmette ogni martedì sul suo canale YouTube. E tra luglio e novembre 2019, aveva già avuto l’opportunità di disputare 2 incontri a WWE Raw. Legatissimo alle sue origini, come è evidente dal tatuaggio che sfoggia sul petto e dalla tenuta da battaglia che indossa, “The Prince Of Rome” si è trasferito giovanissimo negli Stati Uniti per inseguire il sogno di diventare un wrestler professionista. In queste righe ci racconta la sua storia, tra i sacrifici del passato, le opportunità del presente e le ambizioni future.

 

Daniele, hai l’indubbio onore di essere l’unico wrestler italiano nella storia ad aver lottato nei due show principali delle due promotion più importanti del mondo, ma il tuo è stato un percorso lungo e pieno di sacrifici. Vuoi raccontarci un po’ la strada che da Roma ti ha portato fino a Jacksonville?

 

Innanzitutto è un orgoglio poter  essere il primo italiano ad aver lottato per compagnie di fama mondiale come la WWE e la AEW, ma soprattutto (cosa più importante) è avere l onore di rappresentare il mio Paese in  palcoscenici internazionali. Questo magnifico e sorprendente cammino è iniziato alla fine del 2008 a Roma, allenandomi nella Rome Wrestling Academy, svolgendo il mio primo match nell’agosto del 2009. Devo molto ai miei primi allenatori Italiani Axel Fury & Italian Gladiator, che hanno avuto la bravura di insegnarmi sia mentalmente che fisicamente come far strada in un ambito tanto difficile come quello del Pro Wrestling. Ho avuto anche il privilegio di potermi allenare vari mesi con Super Nova (wrestler messicano figlio d’arte di una leggenda messicana, ”El Texano”) .Dal 2009 al 2013 ho avuto modo di lottare molto sia in ambito nazionale che all’estero, come per esempio in Inghilterra, lavorando in molti show televisivi, come la EPW Overload. Ho partecipato a "Italia's got talent" come concorrente a insieme alla Federazione NWE Capitanata da Roberto Indiano, raggiungendo la semifinale. Ho avuto inoltre la fortuna di lavorare come stuntman in 3 film al cinema:

 

- Anche se amore non si vede ( Ficarra e Picone)

- Tiger Boy (G. Mainetti)

-Mia Madre ( Nanni Moretti).

 

Tutte queste esperienze mi hanno aiutato tantissimo a crescere e a imparare nei minimi dettagli  l'Arte del Pro Wrestling. A settembre del 2013, all età di 22 anni ho deciso di lasciare la mia città. Roma, il mio Paese,  Italia per approdare a New York e continuare questo magnifico sogno. Il mio sogno è sempre stato quello di arrivare a competere con i migliori di questa disciplina, ecco perché ho lasciato tutto e sono venuto a vivere negli USA, perché non ho mai voluto vivere con il rimpianto di non averlo fatto. La parte più difficile è stata quella di essere completamente da solo nei miei primi anni negli USA, dover passare festività e non avere la possibilità di vedere la famiglia e la città dove sei nato, una città unica come Roma, fa veramente male. Tutto questo mi ha dato ancora di più la forza di realizzare questo sogno, anche per i molti italiani che non hanno avuto modo di coltivare le proprie passioni. Questo è il mio più grande stimolo ogni volta che salgo sul ring  Ho iniziato a lottare per tutta l’area del Nord Est degli USA, fino a quando non ho iniziato a lottare anche negli Stati del Sud. E quindi, nell’ottobre del 2017 ho deciso di trasferirmi ad Orlando, in Florida, con mia moglie Silvia e nostra figlia Shania. 

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Hai partecipato a diversi episodi di Dark ed eri anche apparso a Dynamite, ma senza mai disputare un vero e proprio incontro sul ring. Quando hai saputo che avresti esordito a “The Crossroads” un episodio tra i più visti nella storia di Dynamite grazie anche alla presenza di Shaquille O’Neal? Che emozioni hai provato quando ti è stato comunicato che avresti affrontato PAC e Rey Fenix e poi durante il match?

 

Ero piacevolmente sorpreso quando ho saputo che avrei lottato anche solo per pochi minuti contro 2 grandissimi lottatori come Pac e Rey Fénix, la cosa che mi ha fatto piacere è vedere la fiducia della dirigenza nell’affidarmi un match Live contro 2 persone di questo calibro, in questo ambiente significa molto. Sicuramente l’ambizione è fare molto di più anche a Dynamite, non solo a Dark. Però aver fatto 10 match a Dark e aver avuto la possibilità di lottare a Dynamite, anche se per pochi minuti, è qualcosa che deve renderci decisamente orgogliosi, considerando il livello con cui l'Italia parte in questo sport spettacolo. Facendo un paragone calcistico è come quando il Trinidad e Tobago si qualificò ai Mondiali del 2006: era già un grande risultato esserci. Per noi nel Pro Wrestling è la stessa cosa, questo non significa che non dobbiamo avere l’ambizione di puntare sempre più in alto.

 

Durante la tua esperienza in AEW hai già affrontato diversi avversari di primo livello, chi ti ha impressionato di più?

 

Ci sono parecchi lottatori di grande valore, Difficile sceglierne qualcuno che mi ha impressionato, anche perché ognuno di loro può avere qualcosa che può impressionarti, citandone solo alcuni farei un torto ai tanti che ci sono di straordinaria qualità.

 

E ci sono dei wrestler nella federazione che prendi come fonte d’ispirazione?

 

Cerco di non prendere ispirazione da nessuno in particolare, perché io punto ad essere me stesso, ad esporre nel miglior modo le mie qualità con il minutaggio che ho a disposizione e per quello che mi viene richiesto.

 

Spesso abbiamo letto dichiarazioni di atleti della AEW che dipingono un quadro idilliaco dell’ambiente lavorativo che si vive nella federazione. Hai percepito anche tu questo clima disteso, pieno di entusiasmo e privo di politiche da backstage di cui tanti parlano?

 

L’ambiente in AEW è fantastico, è veramente un’isola felice, dove ognuno è messo a proprio agio per poter lavorare ed esprimersi al meglio.

 

Ultimamente abbiamo visto come alcuni atleti che si erano spesso esibiti a Dark, con il compito più di far fare bella figura ai wrestler già affermati, che di mettere in luce se stessi, siano stati premiati con dei contratti fissi in All Elite, è il caso ad esempio di Lee Johnson e Shawn Dean. Visto che tu hai svolto egregiamente un ruolo analogo, hai l’ambizione di “accasarti” definitivamente in All Elite Wrestling?

 

Se dovessi continuare a lavorare bene e con costanza c'è un alta probabilità di essere messo sotto contratto, come accaduto per i nomi da te citati, ma anche nel caso di Red Velvet, Serpentico, Abadon ed altri.

 

E’ questo il tuo obiettivo per il prossimo futuro, o hai altro in mente?

 

Non ho solo questo come obiettivo, anzi sto lavorando su tanti progetti inerenti al mio futuro a breve termine, non solo la AEW. Bisogna seminare molto, se un giorno si vogliono raccogliere tanti frutti.

 

Grazie mille Daniele per la disponibilità.

 

Grazie a voi per le domande e lo spazio concessomi, Finisco lasciando un messaggio positivo ai giovani e ai molti ragazzi che spero leggeranno questa intervista: nulla è così lontano o impossibile come sembra, Non lasciatevi abbattere da influenze negative che avete intorno, seguite ciò che vi rende felici, siate Voi stessi, Non preoccupatevi di stereotipi o critiche, perché ciò che conta alla fine è fare ciò che più vi rende felici, non esiste un teorema unico valevole per tutti, Ognuno ha una sua propria formula.

 

Si ringrazia Giuseppe Currado di spaziowrestling.it per la collaborazione.

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