MLB, ecco la National League. La guida

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Danilo Freri

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Ad un giorno dal via della stagione 2022, ecco una guida per capire quali sono le squadre da seguire nella NL. Si parte dai Braves campioni in carica e dai Dodgers che sono i favoriti numero 1 e che vedremo domenica sera su Sky Sport. L’impatto della nuova regola: si gioca con il battitore designato

MLB, LA STAGIONE E' PRONTA A PARTIRE

E’ una rivoluzione. E sarà divisiva. In uno sport tradizionalista come il baseball, introdurre novità scatena sempre emozioni caldissime destinate a scontrarsi con ragionamenti molto freddi, provocando tempeste di opinioni. La National League giocherà con il battitore designato (DH in sigla, che sta per “designated hitter”), come la American League fa già dal 1973. Il baseball di Major League quindi diventa uniforme. Il battitore designato gioca solo i turni in attacco, andando a battere al posto di un difensore di ruolo, solitamente il lanciatore che è in genere il giocatore meno efficace nel box di battuta. Ci sono diversi vantaggi. Le medie in battuta in AL sono sempre state sensibilmente superiori. Più attacco, più fuoricampo, più punti e quindi più spettacolo, si potrebbe sostenere. In NL hanno sempre sostenuto invece che lo spettacolo in questo gioco non si fa solo girando la mazza. Avere il lanciatore nell’ordine di battuta inserisce un elemento tattico intrigante, soprattutto quando iniziano le sostituzioni dei vari pitcher che si alternano sul monte. Alcuni giocatori hanno fondamentali tecnici completi e quando una partita viene risolta da una battuta di un lanciatore è davvero un momento da ricordare. I fans impazziscono.

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Inoltre è una situazione che porta all’esecuzione di molti bunt, cioè contatti con la palla per fare battute molto corte e smorzate per fare avanzare i corridori sulle basi. Non è un colpo così semplice da eseguire, ma deve continuare a far parte del patrimonio genetico del giocatore di baseball. La maggior parte dei lanciatori, comunque, fa solo brutte figure in attacco e alla fine è preferibile evitare infortuni e allenamenti specifici abbastanza inutili. Il DH è un ruolo che si può affidare in ogni partita a giocatori diversi o ad uno specialista e questo permette di alternare (e quindi far riposare di più) gli elementi del roster e allungare la carriera a grandi battitori che in difesa hanno perso brillantezza e reattività. Il dibattito è destinato a continuare, ma la scelta ha una sua base logica. E alle World Series si giocherà sempre su ogni campo con regole uniche e con squadre già abituate, mentre finora si giocava con il DH solo in casa delle squadre dell’AL e con i lanciatori che andavano a battere in casa delle squadre NL.

NL East: i Mets provano a prendere i Braves

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Gli Atlanta Braves sono reduci da una grande impresa. Il titolo conquistato nel 2021 è stato straordinario, un capolavoro di resistenza alle avversità, con una serie di infortuni soprattutto tra esterni e lanciatori che avrebbero convinto molti a pensare a tempi migliori. Non loro. Perché non dovrebbero rivincere ora che possono riavere Ronald Acuna, cioè il loro giocatore più forte, e anche Marcell Ozuna (a proposito: ecco un perfetto DH)? E che i lanciatori sono sani e per il momento abbondano? Solo perché hanno perso Freddie Freeman? Grande campione, è vero. Ma Olson in prima base non farà numeri così distanti dai suoi. Alla fine è la solita questione: conta l’approccio, la voglia di vincere che può essere rimasta o che si può esaurire in una logorante stagione da 162 partite più playoff. Se nessuno vince per due anni di fila dall’anno 2000, una ragione ci dovrà pur essere e sono 21 anni che i campioni in carica ne trovano sempre una valida per non ripetersi. I New York Mets ci proveranno, spinti dai tanti milioni di dollari investiti dalla proprietà. Hanno firmato un super lanciatore come Max Scherzer che arriva nella squadra dove c’è già probabilmente il più forte, cioè Jacob deGrom. Una combinazione 1-2 nella rotazione dei partenti che nessuno ha. Per ora neanche i Mets, per la verità, perché deGrom deve recuperare da un infortunio. Non sono da dimenticare gli innesti di giocatori di valore come Marte, Escobar e Canha anche se molto dipenderà dalla corrente alternata dei vari Canò, Alonso, Lindor. Hanno molto da riscattare, se la corrente diventa continua…sarà elettrizzante vederli in azione. Partono dietro sulla carta i Philadelphia Phillies (ma hanno sempre l’MVP Bryce Harper e hanno aggiunto Schwarber e Castellanos), i Washington Nationals (ma un duo di battitori da mettere al n. 3 e 4 del lineup come Juan Soto e Nelson Cruz non è qualcosa che hanno tutti) e i Miami Marlins (ma Soler e Wendle sono giocatori che danno una solidità che prima non c’era e la rotazione dei partenti con età media di 25 anni è molto talentuosa). 

Max Scherzer
Max Scherzer - ©Getty

NL Central: Milwaukee può spezzare l'equilibrio

Da alcuni anni questa division è tremendamente equilibrata e spesso indecifrabile. Molte squadre si alternano al comando, la corsa ai playoff è una volata finale. I Milwaukee Brewers potrebbero staccarsi dal gruppo nel 2022. Soprattutto perché hanno il reparto lanciatori migliore, forse uno dei migliori in assoluto in MLB. Una rotazione con Woodruff, Burnes, Peralta, Houser, Lauer e magari anche Ashby, così girano in sei e lanciano belli riposati. Più il closer più forte: Josh Hader. Insomma…basta segnare qualche punto in attacco. Serve che Yelich si ricordi di essere stato un MVP, che la vecchia nobiltà dei vari Cain e McCutchen abbia ancora sogni di grandezza. Renfroe è sicuramente un buon acquisto in campo esterno. I St.Louis Cardinals rimangono una squadra da non sottostimare, un errore da non fare con gente come Goldschmidt, Arenado e Molina, per non parlare di Adam Wainwright che a 40 anni può essere ancora uno dei migliori lanciatori in azione. Il ritorno a casa di Albert Pujols è un colpo emotivamente meraviglioso ma non proprio una iniezione di freschezza. Cincinnati Reds e Pittsburgh Pirates sono in completa e totale ricostruzione, hanno esposto il cartello lavori in corso e scopriremo nei prossimi mesi cosa si nasconde dietro l’impalcatura. I Chicago Cubs hanno qualche elemento di curiosità in più: Marcus Stroman rinforza una rotazione dove Hendricks deve però tornare quello che è stato prima del (deludente) 2021 e Seiya Suzuki può essere un giocatore top anche se è il suo primo anno in MLB. Ci arriva a 27 anni, maturo e preparato, una vera star del campionato giapponese.

Seiya Suzuki
Seiya Suzuki - ©Getty

NL West: i Dodgers ripartono per vincere

A Los Angeles si pensa solo in grande, quello dei Dodgers è un ciclo ancora in corso e sarebbe francamente deludente se producesse alla fine solo un titolo. Quindi ci riproveranno. Qualsiasi squadra sarebbe sconvolta dal fatto di aver perso Scherzer, Seager e Pollock. Non i Dodgers. Possono inserire Freddie Freeman in un gruppo consolidato e dargli ulteriori motivazioni dopo il titolo vinto con Atlanta. Un’operazione già riuscita con Mookie Betts quando arrivo’ da Boston. Il roster rimane pieno di giocatori che possono decidere ogni partita: oltre a Freeman e Betts, i due Turner, Bellinger, Muncy, Taylor e i lanciatori Buehler, Urias e l’eterno Kershaw. Potrebbe esserci un problema solo se Kimbrel fallisse nel ruolo di closer (il lanciatore che chiude le partite mantenendo la sua squadra in vantaggio).

Dopo l’eccellente stagione 2021 i Giants cercheranno di tenere il ritmo dei Dodgers e sono abbastanza profondi per riuscirci, soprattutto se recuperano anche Longoria e LaMonte Wade. Carlos Rodon per la rotazione dei lanciatori è un grande acquisto.

I Padres credevano lo scorso anno di essere vicini al livello dei migliori e quindi di LA e San Francisco, ma hanno ceduto nella seconda parte della stagione. Non aiuta il fatto che Fernando Tatis deve recuperare dall’ennesimo infortunio. E’ una delle stelle più brillanti del baseball. Voit può aiutare ora che si deve giocare con il DH ma sono i lanciatori che possono cambiare il destino della squadra. Buoni nomi sulla carta. I vari Darvish, Snell, Musgrove, Clevinger hanno avuto stagioni super e altre meno. Se rendono tutti al meglio e se si trova anche un closer, i Padres potrebbero arrivare dove vogliono e sarà più facile chiedere scusa per il ritardo.

In una division del genere è problematico sopravvivere, quindi le possibilità di Arizona Dbacks e Colorado Rockies sono molto ridotte. Ovvio che hanno delle carte da giocare. Nei DBacks c’è un certo Madison Bumgarner (una leggenda con i SF Giants), ma viene da due stagioni dimenticabili. Nei Rockies è arrivato Kris Bryant (ex vincitore del titolo nei Chicago Cubs) e si aggiungerà al festival dei fuoricampisti che va in scena di solito a Denver.