Djokovic&Friends: Milano torna capitale del tennis

Tennis

Alfredo Corallo

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Due grandi serate di sport mercoledì e giovedì al Forum di Assago per l'evento benefico organizzato dalla Fondazione del campione serbo. In campo Serena Williams e Rafa Nadal, Flavia Pennetta e Fabio Fognini che, come Nole, parteciparono da giovani al torneo milanese "Avvenire" e il numero uno del mondo fu una vera delusione...

Quell'anno a Milano trionfò Gael Monfils, Nole si fermò ai quarti. A Roger Federer era andata anche peggio, fuori al secondo turno nell'edizione del 1996. E Maria Sharapova nel 2000 fu sconfitta in finale dalla cinese Peng. Eppure sia Djokovic che Masha erano considerati i favoriti del "Torneo Avvenire", ancora oggi giudicato tra i più prestigiosi al mondo per gli Under 16. "Nel 2002 Novak era una delle stelle nascenti del tennis europeo - ricorda il maestro Morelli, "totem" del Tennis Club Ambrosiano - e ci aspettavamo tutti che vincesse. Aveva già un bel fisico, longilineo, e giocò benino, ma troppo insicuro, non aveva continuità e sbagliava molto. All'epoca non avrei mai immaginato che potesse diventare il numero uno. Bella cantonata...".

Djokovic & Friends. In mezzo secolo (e oltre) di storia al circolo di via Feltre sono sbocciate le carriere di vere leggende: Panatta, Borg, Wilander, Noah, Lendl, Edberg, Ivanisevic; tra le donne Conchita Martinez, Capriati, Hingis. A cavalllo del nuovo millennio ecco Del Potro, Cilic, Fognini, Schiavone, Pennetta e Vinci, la coppia di pugliesi conquistò il doppio nel 1998. E proprio Flavia e il marito Fabio, con Serena Williams e Rafa Nadal saranno i protagonisti al Forum di Assago mercoledì e giovedì sera - con Fiorello mattatore - dell'esibizione a sfondo benefico organizzata dalla Fondazione del campione serbo, l'occasione per riportare a Milano il grande tennis. Come ai bei tempi.

Amarcord. Per il "Moro" - "Lacoste" bianca d'ordinanza e una vita sui campi (è stato anche campione mondiale nei "Veterani") - è un dolcissimo tuffo nella memoria. "Borg era già maniacale, alle 7 era qui, saltava i cancelli per entrare. Lendl era povero, magro come un chiodo, ma orgogliosissimo, mangiava le prugne nel vialetto per non farsi vedere e si accordava le racchette da solo. Martina (Hingis ndr) vedeva la palla prima degli altri, bellissima, si muoveva come un'indossatrice. Allenavo la Capriati quando c'erano gli Internazionali a Roma, veniva apposta a Milano qualche giorno prima, giocatrice geniale. Roberta e Flavia due ragazze educatissime, Fognini il solito discolo... ma lo considero un grandissimo, da top 5. Federer passò quasi inosservato, un diamante grezzo, ma resta il mio preferito in assoluto. La Sharapova era una ragazzina, con treccine e brufoli, che a vederla adesso... Il padre non la lasciava respirare un attimo, quando perse la finale scappò tra le siepi piangendo e per fortuna non la trovò...".

Futuro. L'ultima, vera "covata" risale alla generazione dei Djokovic & friends. "Putroppo i grandi talenti non vengono più al circolo - spiega Morelli - non si accontentano della nostra coppetta, preferiscono prendere punti Atp in giro per tornei, anche per guadagnare soldi. Abbiamo, però, un ragazzo di ottima prospettiva, Federico Arnaboldi, cresciuto da noi, vincitore dell'Avvenire lo scorso giugno e fresco campione italiano U-16. Ma io dico sempre che non s'impara mai davvero a giocare se non c'è qualcosa sul piatto. E stavolta preferisco non avventurarmi in previsioni: ha visto come è andata con Djokovic?".