US Open: Stephens nuova regina, Keys ko

Tennis
Sloane Stephens celebra la vittoria nella finale degli US Open (Getty)
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La numero 83 del ranking, rientrata a Wimbledon dopo un anno di stop per infortunio, fa suo il derby statunitense con l'amica Madison, 15^ testa di serie del tabellone e diventa la prima americana a vincere uno Slam dal 2002, sorelle Williams escluse. Sarà lei l'erede di Venus e Serena?

Sloane Stephens ha conquistato gli US Open femminili: battuta in finale Madison Keys (15^ testa di serie del tabellone) con il punteggio di 6-3, 6-0 in un'ora e un minuto di gioco. La 24enne americana, numero 83 del ranking WTA, trionfa così per la prima volta in un torneo dello Slam. La tensione è tangibile all'Arthur Ashe per la prima finale tutta americana dal 2002, quando Serena vinse il suo secondo Us Open battendo Venus, e (Williams sisters a parte), la prima in uno Slam da quando Martina Navratilova superò Zina Garrison nella sfida per il titolo a Wimbledon 1990. Dopo quattro giochi in perfetta parità, è Stephens a spezzare l'equilibrio nel quinto gioco, piazzando il break del 3-2. Un fulmine a ciel sereno, visto che Keys aveva perso appena due punti nei precedenti turni di servizio. La testa di serie numero 15 del seeding continua a sbagliare tutto da fondocampo, sia con il diritto che con il rovescio, non trovando alternative valide al gioco controllato della Stephens, che piazza il break anche nel nono game e fa suo il primo set per 6-3 in mezz'ora esatta di gioco. Decisivi i 17 errori forzati di Keys contro i soli 2 dell'avversaria, che ha giocato un set al limite della perfezione, grazie al 70% sulla prima con l'86% di punti conquistati.  

Stephens, monologo nel secondo set

Keys sembra volere accelerare gli scambi, condizionata con ogni probabilità da quel quadricipite destro non al meglio della condizione. Questa tattica forzata non paga, visto che la sagra dell'errore continua inesorabile, con Stephens che la punisce senza pietà, piazzando il break al primo tentativo e volando in un amen sul 3-0. Sotto gli occhi del solito parterre de roi (viste tra le altre Emma Stone e Hillary Swank), la numero 83 del ranking non tradisce la minima emozione, proseguendo con il suo tennis ordinato e senza sbavature. Il primo doppio fallo della Keys, con tanto di reazione e qualche lacrima di nervosismo, produce il secondo break e il 4-0 che sembra chiudere definitivamente il match. Stephens annulla tre palle break nel quinto gioco, l'ultimo ostacolo verso il 6-0 finale e il clamoroso trionfo agli US Open, il primo in uno Slam per la 24enne di Plantation,  rientrata a Wimbledon dopo un anno di stop per un infortunio al piede sinistro che l'aveva fatta precipitare fino al numero 957 del ranking mondiale. Una favola a lieto fine, che le consente di diventare la quarta diversa vincitrice di uno Slam in questo 2017 dopo Serena Williams a Melbourne, Ostapenko a Parigi e Muguruza a Wimbledon. Stephens è anche la terza giocatrice non compresa tra le top-ten a conquistare il titolo a Flushing Meadows da quando esiste il ranking computerizzato, ovvero dal 1975: le altre due sono state Kim Clijsters nel 2009 e Flavia Pennetta nel 2015. Inoltre, per la prima volta dagli Australian Open del 2002, dove trionfò Jenniifer Capriati, a vincere è stata un'americana che non si chiami Williams. Anche se forse, delle sisters, questa Stephens può essere considerata la vera erede.  

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