Roger Federer vince l’Australian Open 2018: 20° Slam, battuto Cilic

Tennis

Claudio Barbieri

Le lacrime di Roger Federer a Melbourne (Getty)

Lo svizzero si conferma campione a Melbourne dopo il successo in finale con il croato, battuto 6-2, 6-7, 6-3, 3-6, 6-1 al termine di una lotta durata oltre tre ore. Per il Re si tratta del sesto titolo in Australia e del 20° Slam della carriera

Roger Federer ha conquistato per la sesta volta in carriera gli Australian Open. Lo svizzero, numero 2 del mondo, ha battuto in cinque set Marin Cilic (6) con i parziali di 6-2, 6-7(5), 6-3, 3-6, 6-1 al termine di una lotta durata tre ore e 3'. Per Federer si tratta del 20° Slam della carriera, il terzo negli ultimi cinque. Il Maestro bissa così il titolo vinto lo scorso anno al Melbourne Park contro Rafa Nadal. 

1° set: Federer-Cilic 6-2

Si gioca con il tetto della Rod Laver Arena chiuso a causa del gran caldo che sta colpendo, ancora una volta in questi giorni, Melbourne. Federer ha subito l’occasione di piazzare il break e sfrutta un paio di errori di Cilic per strappare il servizio a Cilic, andando avanti 1-0. Roger è praticamente perfetto nel suo turno di battuta, tenuto a zero per il 2-0 iniziale. Il blackout del croato prosegue nel terzo gioco, dove raccoglie solo un punto e consente all’avversario il secondo break consecutivo per il 3-0. Un Federer in versione marziano vola 4-0, con le statistiche che cominciano a essere impietose con Marin: 16 punti a 4 e 9 errori non forzati. Il primo ace di Cilic coincide, non a caso, anche con il primo gioco portato a casa dalla sesta testa di serie, che finalmente si sblocca e accorcia le distanze sul 4-1. Il problema per il croato è che non si gioca praticamente sui turni di battuta di Roger (appena un punto perso), che va agevolmente sul 5-1. Un paio di rovesci sul nastro dello svizzero regalano il 5-2 a Cilic, che sembra aver trovato fiducia, almeno sul proprio servizio: Federer però è spietato e con due ace nell'ottavo gioco chiude i conti 6-2 in soli 24'. 

2° set: Federer-Cilic 6-7

Il croato questa volta parte senza braccino e tiene il servizio, portandosi avanti per la prima volta nella partita (1-0). Cilic è in partita e si vede: ottiene due palle break, le prime del match, annullate però con altrettante magie da Federer, che si salva e pareggia i conti sull'1-1. Anche Roger ha l'opportunità del break, cancellata però dai bolidi al servizio del croato, che porta a casa un game maratona (16 punti) e resta avanti a fatica 2-1. Il quinto ace dello svizzero gli consente di impattare nuovamente sul 2-2, con l'impressione che in questo set la partita sia molto più equilibrata. Il Re ha ancora una chance di break, respinta al mittente grazie a due ottime prime di Cilic (75% di punti portati a casa), che conduce 3-2. Il sesto game è una formalità per Federer, chiuso in un solo minuto e tre secondi (3-3); idem il settimo per il vincitore degli US Open 2014, che rimette la freccia sul 4-3. Il primo doppio fallo nel match dello svizzero non gli impedisce di impattare 4-4, con Cilic costretto ancora una volta ad annullare una palla break (sempre con il servizio) per il 5-4. Due doppi falli improvvisi rischiano di condannare a sorpresa Federer, che concede un set-point al croato, il quale però spedisce in rete la grande occasione: Roger rimette le cose a posto e pareggia 5-5. Cilic si assicura almeno il tie-break tenendo a zero il proprio turno di servizio (6-5), lo svizzero non è da meno per il 6-6. Il croato è freddo nel tie-break, vinto 7-5: la finale è ora in parità 1-1, dopo un secondo set durato un'ora! Federer perde anche il primo set di questi Australian Open.

3° set: Federer-Cilic 6-3

Federer riparte al meglio e con due ace chiude il primo gioco in appena un minuto, Cilic risponde in modo piuttosto agevole per l'1-1. Roger perde un paio di punti sul proprio servizio, ma rimedia e va 2-1, mentre il croato sembra comandare con più regolarità gli scambi, portandosi sul 2-2. La prima è una sicurezza per il Maestro di Basilea, che con percentuali irreali (88% di prime in campo e 4 ace) toglie le castagne dal fuoco in più di un'occasione anche nel quinto game, conducendo 3-2. Quando sembrava in difficoltà, il campione in carica a Melbourne trova il guizzo vincente, piazzando il break del 4-2, graziato anche dal servizio di Cilic tornato improvvisamente impreciso. Federer regala anche una magia nel settimo game, recuperando con il dritto una palla che sembrava già persa, facendo spellare le mani alla Rod Laver Arena: 5-2. Cilic liquida l’ottavo gioco come una formalità (5-3), così come Roger il nono: con il 19° ace chiude 6-3 in 29' e torna avanti nel match. 

4° set: Federer-Cilic 3-6

Quattro errori di fila di Marin regalano subito il break a Federer, che dopo essere stato sotto 30-0 si ritrova avanti 1-0. Lo svizzero è in fiducia e si vede, tenendo a 15 il servizio per il 2-0; al contrario il croato è in difficoltà (due doppi falli che regalano un'altra palla break a Federer), ma salva il suo torneo restando attaccato al match 2-1. Lo svizzero non dà mai la possibilità all'avversario di entrare negli scambi sui propri turni, come dimostrano gli 8 punti su 9 conquistati in battuta (3-1), ma Cilic non molla e improvvisamente strappa il servizio al rivale per la prima volta nel match (a zero, oltretutto), pareggiando i conti 3-3. Il croato salva la decima palla break dell'incontro e mette la testa avanti per la prima volta nel quarto set (4-3), prendendosi anche il secondo break di fila per il 5-3 grazie anche a un Federer che appare appannato fisicamente. Cilic vince anche il nono game e chiude 6-3 in 37’: si va al quinto set!

5° set: Federer-Cilic 6-1

Federer in seria difficoltà con il servizio, dopo aver battuto con il 36% nel set precedente, salva due palle break e riesce ad andare avanti 1-0. Due doppi falli di Cilic regalano a Roger il break del 2-0, piuttosto inatteso visto l'andamento del match nell'ultima mezz'ora di gioco: lo svizzero ne approfitta e consolida il vantaggio sul 3-0. Il croato tiene a zero il servizio (3-1), imitato dal Maestro, che vola 4-1. Cilic è in difficoltà fisica e psicologica, Federer non ha pietà: secondo break del set e 5-1, prima di chiudere 6-1 per il sesto trionfo agli Australian Open, il 20° Slam della carriera. 

I record di Federer

Roger ha giocato la sua settima finale agli Australian Open (primato che condivide con Roy Emerson, Jack Crawford e John Bromwich), vincendo il sesto titolo (2004, 2006, 2007,  2010, 2017 e 2018) come Novak Djokovic e Roy Emerson. Resta dunque unica la sconfitta patita nel 2009 contro Rafa Nadal. Lo svizzero si è imposto nella partita numero 107 a Melbourne, in cui vanta un record di 94-13. Il fenomeno di Basilea, alla 30^ finale di uno Slam (7 in Australia, 5 al Roland Garros, 11 a Wimbledon e 7 agli US Open), la 145^ complessivamente, ha conquistato il 20° Major (primo uomo e quarto in assoluto dopo Margaret Court, Serena Williams e Steffi Graf), il 96° titolo in carriera. A 36 anni e 173 giorni, lo svizzero è stato il terzo più anziano finalista in Australia nell’Era Open, dietro a Ken Rosewall (37 anni e 62 giorni nel 1972) e Malcolm Anderson (36 anni e 306 giorni nel 1972). Vincendo, Federer scala la classifica ATP, portandosi ad appena 155 punti dalla prima piazza, occupata da Rafa Nadal. Per Cilic, terza finale e seconda sconfitta in uno Slam, tutte arrivate contro Roger Federer dopo il ko subito lo scorso luglio a Wimbledon. Il croato si consola con la terza piazza del ranking ATP, che occuperà da lunedì.

Federer in lacrime: "E' un sogno che si avvera"

E’ un Federer commosso quello che parla al termine della finale vinta con Cilic: “Sono molto felice, è stata una giornata lunga – ha spiegato lo svizzero -. E’ meglio giocare al pomeriggio, perché altrimenti ci pensi tutto il giorno. Vincere è la conclusione di una favola, dopo il 2017 è stato straordinario ricominciare così. E' un sogno che si avvera. Marin è stato molto bravo, è il numero 3 del mondo e può migliorare ancora. Ci siamo divertiti molto in Australia”. La commozione nel ringraziare il suo team e le lacrime di Roger entrano poi nell’eternità. Cilic, invece, sa di non aver sfruttato in pieno il momento di difficoltà di Federer: “Ho avuto un’opportunità di vincere, ma Roger è stato più bravo – ha detto -. Abbiamo iniziato alla grande questo 2018, sono state due delle migliori settimane della mia vita. Peccato non aver vinto la finale, ma ci saranno altre opportunità: spero di giocare ancora tante volte questo grande torneo”. 


Mezzadri: "Le lacrime di Federer? Prima era un bel peperino..."

Claudio Mezzadri, ex capitano della Svizzera in Coppa Davis, ha commento a Sky Sport le lacrime di Federer dopo la vittoria del sesto titolo Australian Open, facendo emergere un lato del carattere di Roger che pochi conoscono: "Per capire bene lo stato d’animo di Federer in questi momenti bisogna partire da lontano: lui da ragazzo era un “bel peperino”, buttava le partite, spaccava le racchette, non rispettava gli avversari, negli allenamenti non rispettava gli allenatori, non faceva gruppo… Era un ragazzo piuttosto difficile. È stato così fino a 19 anni, quando ha iniziato a giocare da professionista guardando come si comportavano gli altri. Ha imparato a controllarsi dal punto di vista emotivo e caratteriale, diventando il giocatore che è. Oggi noi lo vediamo come un tennista glaciale, come Borg, ma lui dentro elabora questa emotività che poi esce fuori essendo un ragazzo sensibile, ripensando al torneo e a tutte le altre vittorie, ragionando su quanto sia inaspettata questa parte finale di carriera, è meraviglioso che esca fuori questo lato del suo carattere, potrebbe anche succedere in caso i nuovi successi.