Cosa fanno i tennisti ai tempi del coronavirus

Tennis

Matteo Renzoni

Mentre la politica si dibatte sulla rivoluzione del calendario, i tennisti restano a casa tra cucina, allenamenti e challenge benefici sui social, strumento dal valore aggiunto in questi giorni di isolamento

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In questi giorni difficili dobbiamo ritrovare la concretezza delle piccole cose. Lo ripetiamo di continuo nelle nostre teste e adesso l’ha detto pure il Papa. Che ha parlato di carezze, abbracci ma anche di un piatto caldo. L’ha anticipato, in questo senso, Lorenzo Sonego. Tornato in tempo dagli States dopo la cancellazione di Indian Wells e Miami, l’azzurro sta trascorrendo i suoi giorni senza tennis preparando gnocchi fatti in casa. Sul profilo Instagram ha pubblicato una sorta di video tutorial: infarinare le mani per renderle scivolose, dividere l’impasto in serpentelli, sminuzzare ulteriormente prima del pasaggio sulla grattugia. E dopo la cottura viene il bello, che è mangiarli. Ma il video finisce prima.

Lo stop imposto dalla pandemia e ufficializzato dall’Atp, finisce per stimolare l’ingegno. Sempre dalle parti della cucina si è consumata una delle scene più curiose del periodo. Diffusa dai social pure questa: partita di ping pong con padelle al posto delle racchette e pacchi di pasta a fare da rete. Cose già viste, in realtà. Da ragazzini ci abbiamo provato tutti. Ma la vera chicca è il tabellone segnapunti particolarmente homemade: due rotoli di carta igienica attaccati ai pensili della cucina. Ogni quadratino un numero progressivo, così al giocatore che vince lo scambio basta tirare verso il basso per aggiornare lo score. Eccolo, allora, l’altro motivo che rende l’articolo così prezioso nel periodo in cui parecchi beni di prima necessità ci mettono poco a sparire dagli scaffali dei supermercati.

Non solo, ci sono pure quelli che la carta igienica la prendono a calci. Ma va sottolineata la finalità benefica. Si tratta di una catena social che ha lo scopo di promuovere le donazioni verso gli ospedali, che sono il vero campo sul quale viene giocato questo match complicatissimo. Si è esibito in questo senso, palleggiando a

piedi nudi sul parquet, il francese Gael Monfils. Confermandosi ottimo giocoliere anche senza racchetta. Al pari dei tennisti vicini di casa, che non smettono di colpire palle nemmeno con un muro che li separa. Come? Palleggiando al volo da una finestra all’altra. Tanto per non perdere occhio e abitudine al contatto con la palla. Circola online la versione con racchette normali ma anche quella con strumenti da padel, quindi senza corde. Di sicuro, i cortili dei palazzi tra un po’ saranno pieni di palle gialle. Come le siepi dei circoli di sportivi.

Poi ci sono i palazzi importanti del tennis dove è stato stabilito, e non sono più voci di cortile, di spostare il Roland Garros a settembre. In modo da assicurare la salute e la sicurezza di chiunque sia coinvolto nell’organizzazione. A dir poco contrariata la reazione dei tennisti, per nulla interpellati e venuti a conoscenza della decisione tramite social network. Il comunicato, infatti, non è stato condiviso con le associazioni di giocatori e giocatrici. Chissà cosa ne pensa Nadal, che in cinque settimane si troverà a difendere 4000 mila punti, ossia il titolo di New York e quello di Parigi. Oppure Federer, promotore della Laver Cup che dovrebbe svolgersi con location Boston e inizio programmato per il 25 settembre. Vasek Pospisil, canadese numero 93 del mondo, ha parlato di incubo. Di sicuro la vicenda del calendario stravolto è una partita a scacchi parecchio complessa. Magari anche per questo, in attesa che il virus permetta al sistema di ripartire, Ivan Ljubicic – coach di Federer - passa il tempo giocando a scacchi. Raccomandando ancora una volta di rimanere in casa. È il suo segreto per affrontare l’isolamento domestico tenendo allenati i riflessi, almeno quelli della mente. Ci terranno in salute, dice, o forse ci renderanno matti.

In fondo cos’è il tennis se non una difficilissima partita a scacchi? Con due differenze: si suda e si gioca a ritmi parecchio più sostenuti. Con ogni scacchiera, bianca e nera, che fa venire in mente, a chi abbia discreta memoria tennistica, la mitica bandana a quadratoni di Pat Cash. Maestro della volée, campione di Wimbledon 1987, al quale Panatta nella categoria gioco di volo ha preferito Edberg. Si è divertito, Adriano, a riempire le noia della clausura stilando su Twitter una lista dei suoi migliori, divisi per colpo, considerando esclusivamente i tennisti che hanno smesso. C’è la notizia: a giocare il rovescio Ken Rosewall – leggenda del tennis australiano – per Adriano era meglio di Bertolucci. Un po’ verità, un po’ provocazione, tant’è che lo stesso Panatta tra parentesi ha chiesto scusa, scherzando, all’amico Paolo. Mitico compagno di doppio in Coppa Davis. In fondo questi sono i giorni adatti anche per spolverare vecchi ricordi, e condividerli – da lontano – con gli amici di una vita. E da questo punto di vista i social sono una bella benedizione.

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