ATP Cup, Russia-Italia 2-0: Fognini e Berrettini sconfitti in finale da Rublev e Medvedev

FINALE ATP CUP

Alfredo Corallo

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Gli azzurri devono arrendersi allo strapotere dei favoriti russi che a Melbourne si aggiudicano la seconda edizione dell'ATP Cup. Nette le vittorie nei singolari di Rublev su Fognini (6-1, 6-2) e di Medvedev ai danni di Berrettini (6-4, 6-2) al termine di una settimana che ha riportato l'Italia ai vertici del tennis mondiale 

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Troppo forte questa Russia anche per la splendida Italia di coach Vincenzo Santopadre, protagonista assoluta dell'ATP di Melbourne, "antipasto" degli Australian Open al via da lunedì. Dopo gli strepitosi successi in semifinale contro la Spagna di Pablo Carreno Busta e Roberto Bautista Agut, nell'atto conclusivo Fabio Fognini e Matteo Berrettini devono arrendersi - rispettivamente - alla forza devastante di Andrej Rublev (n. 8 del mondo) e Daniil Medvedev (5), che scalzano dal trono la Serbia di Novak Diokovic, trionfatrice nel 2020 (ricordiamo che le squadre partecipanti alla competizione sono determinate dalla classifica in singolare dei miglior giocatori del Paese). Senza storia il primo match, con il ligure liquidato 6-1, 6-2 in appena un'ora di gioco; leggermente più equilibrata la sfida del romano, sconfitto 6-4, 6-2. Un secco 2-0, che non ha reso necessario un eventuale doppio (l'Italia aveva a disposizione Simone Bolelli e Andrea Vavassori, ma avrebbe potuto schierare nuovamente la coppia Fognini-Berrettini). Un ko che non cancella il bellissimo torneo degli azzurri, capaci di riportare l'Italia ai vertici del tennis mondiale e applauditissima dal pubblico di casa, tornato finalmente sugli spalti. "È stato molto bello, anche perché non eravamo più abituati ai tifosi - le parole di Berrettini, "portavoce" della nostra Nazionale - abbiamo vissuto una settimana incredibile, spero che vi siate divertiti". Sorridente come non mai "iceman" Medvedev, che si è perfino lasciato andare a un simpatico sketch nelle fasi della premiazione: "Durante la partita avete incitato più Matteo, ma grazie lo stesso...".

Italia e Russia festeggiano con il pubblico dopo la finale di ATP Cup vinta da Rublev e Medvedev
Italia e Russia festeggiano con il pubblico dopo la finale vinta da Rublev e Medvedev - ©Getty

Fognini-Rublev

Non c'e storia nel primo match dell'Atp Cup, con un Fognini lontanissimo da quello visto contro il suo (ex) tabù Carreno-Busta, mentre è il solito, travolgente Rublev, quello che non gioca mai colpi interlocutori e annulla impietosamente tutti gli scambi. E che non perde mai tempo nella battuta ("sei più veloce di Speedy Gonzales", scherza Fognini, suscitando anche il sorriso dell'arbitro). Il russo è una macchina e si vendica dei 5 precedenti a zero subiti dal ligure: impossibile giocare con Andrej fino al quarto game, quando Fabio annulla una palla break e strappa il primo gioco della sua partita. Combatte anche nel quinto (splendido dritto incrociato), ma è troppo tardi. All'inizio del secondo set sembra un altro Fognini: vince di forza e classe il 1° game (con uno strepitoso slice + smash da applausi, e ace con prima esterna), nel terzo regala un altro break al russo con un doppio fallo abbastanza gratuito, ma resta in scia all'avversario tenendo il servizio e accorciando sul 2 a 3. Non può nulla, però, sulle impressionanti accelerazioni del 23enne moscovita, che vola sul 5-2 e chiude in poco più di un'ora con 9 ace a 2 e l'87 per cento (contro il 61) di punti sulla prima: Russia-Italia 1-0.

 

Berrettini-Medvedev

Decisamente più equilibrata la partenza del secondo match in programma nella nottata italiana, risolto da Medvedev nel braccio di ferro degli scambi prolungati con delle "mozzarelle" (Berrettini dixit) che alla lunga sfiancano il 24enne romano. Abile nell'annullare le due palle break del terzo game con un ace e una prima da 207 km/h, meno in quello successivo, quando piazza un super passante sulla riga, ma spreca due palle break, non approfittando del dritto sballato e due doppi falli di Med (il 20° dall'inizio della competizione). Nel terzo turno di servizio Berrrettini si riporta sul 2-3 con due ottime prime e un dropshot letale. Perde il quinto game, ma ritrova finalmente il suo dritto (161 km/h!) e riprende la marcia, portandosi sul 4-5. Finché il numero 4 al mondo non torna glaciale, chiudendo con un doppio ace e il nono punto consecutivo a servizio. Nel secondo set il laziale parte malissimo, ma recupera con una volèe profonda, salva una palla break e approfitta di due nastri del rivale per andare sull'1-0. Quindi piazza la prima risposta vincente del match con il dritto, ma il russo continua a dominare nel servizio e ottiene il break nel terzo game dopo uno scambio di 20 colpi, alzando ancora - se possibile - il livello nei giochi seguenti, volando sul 5-1. Matteo ha un ultimo sussulto d'orgoglio, annullando 3 match-point, ma deve inchinarsi 6-4, 6-2 allo strapotere di Medvedev e della Russia, troppo forte anche per questa grandissima Italia, che ci ha fatto sognare per un'intera settimana e che promette di stupire anche agli AusOpen.

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