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20 marzo 2017

Hull City, Ranocchia: "Qui sono rinato"

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Di Inter, presente e futuro ha parlato il difensore ora in Premier: "Sono veramente contento di quello che sto vivendo, mi diverto, sto bene e non vedo l'ora che arrivi il giorno della partita. Voglio tornare ad alti livelli ma ora penso a salvare la squadra; la mia porta è comunque aperta a tutto"

A gennaio la decisione di lasciare l’Italia e la Serie A per iniziare una nuova avventura in Premier League. Ora Andrea Ranocchia si è ambientato in un nuovo campionato e con il suo Hull City - attualmente terzultimo in classifica con 24 punti - continua ad inseguire la salvezza. Del suo momento, della vita in Inghilterra e delle sue aspettative per il futuro ha parlato lo stesso difensore in prestito dall’Inter in un’intervista esclusiva ai microfoni di Sky Sport.

Sull’esperienza in Inghilterra -
"Fino ad ora sono veramente contento di quello che sto vivendo - ha detto il giocatore - come vivono lo stadio, come vivono la partita i tifosi in Premier League è una cosa spettacolare veramente, c'è un grande rispetto dell’avversario, della tifoseria avversaria che non ho mai trovato altrove. Si sente proprio il divertimento. Quando sono arrivato qui mi hanno presentato alla stampa e io in inglese non ero proprio bravissimo… Ora faccio sei ore di inglese a settimana, non ho molto tempo ma cerco di imparare il più possibile. Quando sono arrivato mi hanno fatto subito cantare: così si usa, i nuovi arrivi durante la cena in ritiro si mettono in piedi sulla sedia e cantano. Io ho deciso di cantare l'inno italiano perché non sapevo cosa altro scegliere. Tutti mi chiamano Frog - anche se all'inizio non capivano che Ranocchia in Italia è il corrispondente di Frog in inglese - poi gliel'ho spiegato e adesso tutti mi chiamano così".

Sull'Inter -
Passando poi a parlare della sua ex squadra, in questa annata a due facce, il difensore ha aggiunto: "Cosa non ho funzionato con de Boer? Intanto quando si cambia l'allenatore ad agosto è sempre complicato per tutti; per la società, per lo stesso allenatore, per i giocatori ed è stato uno choc perché è arrivato che non parlava l’italiano. Poi noi in ritiro non abbiamo lavorato bene e non era facile per il mister che era appena arrivato riuscire subito a far capire i suoi concetti e quello che voleva. Sicuramente questa è stata la sua più grande difficoltà. Pioli, quando è arrivato, ha dato subito una sua impronta di gioco e un'altra mentalità, a cui vanno aggiunte alcune regole che subito hanno dovuto rispettare tutti. Secondo me è stato bravo perché non ha stravolto niente ma ha solo messo molto bene ai giocatori in campo, li ha fatti crescere mentalmente e il risultato si è visto, da quando lui è in panchina i ragazzi stanno facendo benissimo".

Ibra, Vardy e Gabbiadini -
E ancora: "Ibrahimovic è forte, con l'esperienza che ha adesso sa muoversi benissimo e sa sempre dove arriva la palla; poi comunque tecnicamente ha sempre dimostrato di essere tra i più grandi. Vardy? È velocissimo, potrebbe essere adatto per la Serie A. Non si tira mai più indietro e quando ha giocato contro di noi ci ha rincorsi fino al 90’. Però non ha segnato… Sono contento di quello che sto facendo, mi sento bene e mi sto divertendo tantissimo, non vedo l'ora che arrivi il giorno della partita. Gabbiadini è un giocatore di qualità e adesso è arrivato in campionato in cui è bello giocare, sono contento per lui".

Sul futuro -
"La voglia di tornare a grandissimi livelli c'è - ha concluso il difensore azzurro - è sicuramente un obiettivo. Ma adesso la cosa principale è continuare così come sto facendo, farò di tutto per continuare a divertirmi, per salvare l’Hull City e poi io sono ancora un giocatore dell'Inter quindi lascio ancora le porte aperte a tutto, non ho problemi con nessuno".

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