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20 maggio 2017

Chievo, Sorrentino: "Voglio giocare ancora fino a 40 anni"

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Stefano Sorrentino - Chievo

Stefano Sorrentino, portiere del Chievo (Lapresse)

"Smettere? Voglio parare fino a 40 anni e spero di raggiungere questo obiettivo!". A tutto Sorrentino, il portiere gialloblù si racconta su Tuttosport: "Occhi della tigre? Ma io li ho presi da Rocky, il pugile! Mi danno forza e coraggio. E li ho messi anche sotto la divisa, una sfida di ogni giorno"

38 anni, centinaia di gare in Serie A e... una domanda: smettere? "Macchè! “Lo so, di solito si scrive la propria biografia appesi i guanti al chiodo, ma manca poco anche per me… Però, voglio parare in Serie A fino a 40 anni e spero di raggiungere questo mio obiettivo". A tutto Stefano Sorrentino, portierone del Chievo che ancora oggi continua a stupire in Serie A. Attraverso un'intervista a Tuttosport, l'ex Palermo si è raccontato così. Passato e futuro. 

Sulla biografia, gli "Occhi della Tigre"

Prosegue Sorrentino, che parla della sua biografia: “L’idea è nata in vacanza con il mio amico Marco Dell’Olio, da quattro chiacchiere da spiaggia. Lui mi ha spinto, ma io ero dubbioso: la gente vuole roba curiosa o che faccia scalpore, qualche scoop, vicende piccanti. Io potevo offrire la mia lunga carriera, la mia vita e la mia storia. Di me magari sanno tutto per i 95’ in campo, ma nulla nei restanti 38 anni di figlio, papà, della mia separazione, dei viaggi, di cosa ti porti dentro, i pensieri, le preoccupazioni, le gioie. E c’è anche uno scopo benefico". Continua: "Ma io li ho presi da Rocky, il pugile: mi danno forza e coraggio. E li ho messi anche sotto la divisa... Mi dicevo: si cambiano i portieri e io resto… titolare, una sfida nella sfida che si rinnova da anni e mi tiene sul pezzo. Provo a dimostrare che non sono il più scarso del campionato".

"Non mi vedo allenatore, voglio aprire uno stabilimento"

Sorrentino parla del futuro: "In realtà ancora non lo so, perché mi sento ancora tanto calciatore. Quel giorno, però, arriverà. E credo mi verrà un po’ di ansia, ne patirò, è sicuro. Adesso, ogni tanto ti viene da dire: mamma mia che palle i ritiri, poi mancheranno, lo so; sono parte della mia quotidianità da quando ero ragazzino. Non so se resterò nel mondo del calcio. Non mi vedo allenatore, comunque, forse più dirigente-manager, ma non si sa mai". Il sogno? "aprire uno stabilimento balneare, visto il mio amore per il mare, o, visto quello per gli animali, mettere su una fattoria per tornare alle origini, con l’orto, le galline. Ho ancora due anni con il Chievo per chiudere in bellezza nel massimo campionato. Quando sono tornato - prosegue Sorrentino - ho firmato un triennale con opzione, mi sono chiarito con il presidente Campedelli che stimo e con i tifosi. Voglio concludere con questi colori la mia carriera".

"Devo tutto al Torino"

Conclude il portiere: "Ho fatto le Giovanili bianconere sino alla Primavera quando la società mi ha lasciato libero; hanno fatto la loro scelta. Così, sono passato al Toro ed è stata la mia fortuna. Sono stato scartato e ho avuto un’altra possibilità. Nelle difficoltà del momento, con la crisi societaria, in granata c’erano grandi giocatori, come Balzaretti, Quagliarella. Io devo tutto al Toro che mi ha fatto debuttare in B e in A. E’ un legame forte, vero. Quando indossi la maglia granata e sei allenato da Claudio Sala che ti inculca certi valori resti segnato dentro, ti viene la pelle d’oca, poi, quando vai a Superga il 4 maggio. E che effetto rivedere il Fila”.

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