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26 febbraio 2017

6 Nazioni, bella Italia ma vince l'Inghilterra

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Finisce 36-15. Gli azzurri spaventano gli inglesi e chiudono il primo tempo in vantaggio 10-5 con una meta di Venditti. Nel secondo tempo una meta di Campagnaro non è bastata contro le 6 degli avversari. Per l'Inghilterra è la 17esima vittoria consecutiva, a -1 dal record degli All Blacks

di Francesco Pierantozzi

Sconfitta, come sempre verrebbe voglia di dire, ma non "solita" sconfitta. Non c’è bisogno del pallottoliere a Twickenham per contare i punti di scarto contro l’Inghilterra, anzi…E’ un’Italia intelligente, determinata, fastidiosa, addirittura in vantaggio alla fine del primo tempo (5-10), in partita a dieci minuti dalla fine, sotto di due soli punti (17-15) e lontana da quella squadra che dovrebbe, secondo tanti giornali inglesi, essere addirittura retrocessa, cacciata dal Sei Nazioni. Intelligente perché sfrutta le pieghe del regolamento, disorienta gli avversari nei raggruppamenti che sembrano ruck (con palla a terra) ma che in realtà non si sono ancora formate, con giocatori posizionati al di là di una linea di fuori gioco che non esiste… difficile forse da capire per chi non è un rugbysta, però immaginate un lavoro di strategia, studiato sui video, provato e riprovato per incastrare in un tranello l’Inghilterra arrivata a 17 vittorie consecutive, a una soltanto dal record degli All Blacks.

Il rugby è sport che si gioca con la testa e non per incornare gli avversari: bravi quelli dello staff azzurro, tutti compresi dall’allenatore irlandese O’Shea al tecnico della difesa, il medico sudafricano Venter, campione del  mondo nel 1995 come giocatore. Italia determinata perché placca, perché reagisce alle tante critiche, perché ci mette la faccia e tutto il resto. Italia fastidiosa perché la grande Inghilterra risolve il problema solo negli ultimi dieci minuti, dopo aver proclamato che sarebbe stata soddisfatta solo con una vittoria con più di 57 punti di scarto, il più largo della storia nei confronti diretti (80-23 febbraio 2001). Certo gli ultimi dieci minuti sono pesanti, 3 mete e 19 punti a zero, una vecchia questione, con le statistiche a sostenere la fatica del finale: gli azzurri subiscono quasi il 50 % dei punti negli ultimi venti minuti di gioco. Manca solo una cosa…il punteggio finale: 36-15, 6 mete a 2…con un po’ di paura sulla faccia degli inglesi che le statistiche non registreranno. Insomma non la “solita” sconfitta.

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