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Sei Nazioni, commento e analisi della terza giornata

Rugby

La fine della terza giornata porta con sé le prime riflessioni sulle nazionali impegnate nel torneo, nell’unica pausa di quest’anno prima della volata conclusiva della manifestazione. Transalpini che sembrano imprendibili, poi grande equilibrio nel blocco centrale con un’Italia che si potrà giocare le proprie chance nei restanti 160 minuti, infine un Galles che ha dato segnali di vita

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Inghilterra-Irlanda 21-42

Il risultato record ottenuto dai Verdi a Twickenham sciocca il pianeta ovale e non solo. L’Irlanda, con un Gibson-Park e un Crawley capaci di giganteggiare in mediana, fa un sol boccone di un’Inghilterra che, partita con ambizioni di vittoria finale, ora si ritrova con soli 5 punti in classifica e 2 ko consecutivi da gestire. Dopo la batosta di Parigi e la traballante vittoria contro l’Italia, gli irlandesi sono stati in grado di ritrovarsi con idee e forza cogliendo una vittoria in pieno stile “Irish”, fatta di 5 mete e di molto entusiasmo. In casa inglese invece, i punti di domanda diventano concreti: vittoria col Galles a parte, la formazione allenata da Borthwick ha sbagliato completamente la gara contro la Scozia a Edimburgo (persa 31-20) e quella interna contro Caelan Doris e soci. Qualcosa di inatteso soltanto due settimane fa. Ora oltremanica si chiedono: qual è la vera Inghilterra?

Galles-Scozia 23-26

I Dragoni a Cardiff, dopo un periodo di lunghissima involuzione e di tante sconfitte molto ampie nelle dimensioni del punteggio, mostrano evidenti segni di miglioramento. Il primo tempo della gara contro la Scozia fa vedere un Galles finalmente quadrato, bravo anche a superare le difficoltà di un periodo in inferiorità numerica e capace di andare al riposo addirittura in vantaggio per 17-5. Nella ripresa però le cose cambiano, i “Rossi” progressivamente si sgonfiano, con la spia delle energie che si accende lasciando spazio alle avanzate scozzesi e alla creatività di un Finn Russell padrone, come mai prima, delle giocate offensive della Nazionale del Cardo. Si entra così negli ultimo 10 minuti: il Galles è avanti 23-19, ma la Scozia ha dalla sua l’inerzia del match e fiuta la chance di andare in meta; cosa che riesce a fare al 74’ con il subentrato Turner. Un’azione che decide il duello, consegna alla Scozia la seconda gioia consecutiva e mostra dei Dragoni finalmente competitivi e in grando di andare a prendersi il primo punto (bonus difensivo) nel torneo.

Francia-Italia 33-8

Il punteggio racconta di un divario più ampio rispetto a quello che si è visto a Lille per l’edizione 2026 del Trofeo Garibaldi. A raccontarlo, dopo il match sono sia Gonzalo Quesada (ct dell’Italia) sia Antoine Dupont (capitano della Francia). I Bleus, al netto delle assenze di lungo corso e di quelle dell’ultimo minuto, hanno una tale forza e una tale profondità nel proprio roster da esser difficilmente contenibili. L’avvio è tutto per i transalpini che in meno di mezz’ora volano sul 19-0, con tre mete. Eppure gli Azzurri, con un’inedita maglia rossa, non si sottraggono alla battaglia cercando di mettere in difficoltà i rivali. Capuozzo va in meta prima del riposo, oltre alla segnatura dell’estremo arriva anche un piazzato di Garbisi per il 19-8 dell’intervallo. Nella ripresa si torna in campo con 30 minuti di assoluta parità, dove nessuno riesce a marcare e smuovere la situazione. Ad allargare il gap è l’episodio che vede Lynagh commettere un in-avanti volontario con tanto di ammonizione per l’ala italo-australiana: l’inferiorità costringe l’Italia a una difesa che deve coprire più spazio e che alla fine cede due volte alle volate dei francesi. La Francia si prende la terza vittoria piena - da 5 punti – consecutiva preparando il terreno per la vittoria del torneo con il Grande Slam. L’Italia invece si porta a casa la consapevolezza di essere stata finora la squadra che ha messo più in difficoltà Dupont e compagni, con la volontà nelle prossime due partite (in casa con l’Inghilterra e in trasferta col Galles) di raccogliere “qualcosa di più solido e importante” rispetto a quanto fatto vedere fra Dublino e Lille.

La prossima giornata del Sei Nazioni

Il Sei Nazioni 2026 osserverà ora poco meno di due settimane di pausa tornando nel fine settimana fra il 6 e il 7 marzo con il suo quarto turno. Si ripartirà con Irlanda-Galles, venerdì 6 alle ore 21:10 a Dublino, per poi passare a Scozia-Francia, sabato 7 marzo alle 15:10, e Italia-Inghilterra, sempre sabato 7 marzo all’Olimpico di Roma alle ore 17:40.

La classifica del Sei Nazioni 2026 dopo la terza giornata

  • Francia 15
  • Scozia 11
  • Irlanda 9
  • Inghilterra 5
  • Italia 5
  • Galles 1

A cura di onrugby.it

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