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21 febbraio 2017

Era Rodrigo, ora è Tiffany: e Palmi sogna l'A1

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tif

Fino al 2015 era un uomo che ha giocato tra Francia e Olanda. Il 19 febbraio ha fatto il suo esordio nella Golem Palmi: la sua prima squadra da donna. Con lei in campo, i calabresi sperano nella massima serie

di Stefano Locatelli

Per Tiffanny Pereira Da Abreu la data del 19 febbraio 2017 sarà per sempre speciale. Le ricorderà la prima partita di pallavolo disputata da "donna". Fino al 2015 era infatti un uomo e di nome faceva Rodrigo. Una carriera non tanto brillante alle spalle in Francia, Indonesia e Olanda, dove inizia il percorso che la porterà ad essere quella che è oggi. Tra difficili operazioni per il cambio di sesso e cure ormonali. In Belgio indossa però per l’ultima volta la maglia di un club maschile, quella dello JTV Delo Zere Berlare, desolatamente ultimo a zero punti nella seconda serie belga. Perché nel frattempo la sua storia ha una svolta inaspettata. Dalla federazione mondiale (FIVB) arriva l’ok per poter giocare la pallavolo femminile e coronare finalmente il suo sogno.

Dal Belgio alla Calabria il passo è breve. La Golem Palmi, club di serie A2 con ambizioni di massima serie, la mette sotto contratto a gennaio diventando la sua prima squadra femminile, Tiffany non è il primo caso di una transgender che milita nel campionato femminile di volley. L’anno passato a finire sui giornali toccò ad Alessia Ameri con la maglia della Entu Hermaea Olbia. Solo un anno prima si chiamava Alessio e militava nel formazione maschile della Virtus Potenza. Con una piccola ma sostanziosa differenza. Mentre Alessia giocava da Libero, quindi limitata alla sola ricezione, Tiffanny è una potente schiacciatrice. Capace di fare la differenza, come ha fatto nel week end scorso, nel giorno del suo esordio italiano. Senza lei in campo, Palmi perde il primo set contro Trento 25-17. Con lei schierata dal successivo la formazione calabrese vince 3-1.

Che esordio - Miglior esordio non poteva esserci, con tanto di titolo di MVP grazie ai 28 punti che ha messo a referto. Alta 194 centimetri fa della sua fisicità un’arma letale. E proprio le sue doti fisiche, più vicine al suo passato da uomo che al suo presente da donna, hanno subito fatto storcere il naso a più di una avversaria. E se coach Pasqualino Giangrossi proclama la regolarità del campionato affermando che: «Ha perso il 60% della forza. Prima schiacciava a 3 metri e 60, adesso a 3,15. Noi quando l’abbiamo tesserata non sapevamo del suo cambiamento», il presidente della Lega femminile Mauro Fabris teme una pioggia di ricorsi e annuncia che si muoverà per rispondere alle domande dei club sulla presenza di Tiffanny.  Lei intanto si gode l’abbraccio delle sue nuove compagne che l’hanno accolta come una vera e propria eroina.

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