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21 marzo 2009

Ciclismo, Cavendish vince la Milano-Sanremo

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Mark Cavendish sul podio della Milano-Sanremo

Il britannico si è aggiudicato al fotofinish la centesima edizione della classica, gara in linea di 298 chilometri. Secondo il tedesco Haussler. Quinto Petacchi, sesto Bennati. GUARDA L'ORDINE D'ARRIVO

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Il ciclismo ha trovato il nuovo re delle volate. E' Mark Cavendish, immenso talento dell'Isola di Man che per battere gli avversari non ha bisogno del treno dei compagni di squadra e della strada libera davanti a sé. Ha vinto la centesima edizione della Milano-Sanremo in modo sublime, resistendo agli strappi in salita e risucchiando senza pietà sul lungomare Italo Calvino il tedesco Heinrich Haussler, partito lungo per provare a soprendere tutti. In effetti ha quasi fatto saltare il banco. Quel quasi ce lo ha messo proprio Cavendish, che lo ha rimontato finendogli davanti per una manciata di centimetri.

"Non me l'aspettavo proprio di vincere- ha detto lo sprinter del Team Columbia- è il più bel giorno della mia vita. La squadra ha lavorato molto vene per tutto il percorso e nel finale l'aiuto di George Hincapie è stato fondamentale. Quando ho visto partire Haussler mi sono spaventato, ma ho anche pensato che dovevo cercare di andargli dietro".

E' da un paio di stagioni che Cavendish scrive pagine importanti (due tappe al Giro e quattro al Tour nel 2008, tanto per dire), ma era difficile pensare che avesse già la maturità fisica per essere protagonista nelle grandi classiche. Non bisogna dimenticare che era alla sua prima Sanremo e che finora non si era mai messo alla prova su distanze vicine ai 300 chilometri. Insomma, siamo di fronte a un corridore dal talento purissimo, un potenziale fuoriclasse, uno che può segnare un'epoca. Così la pensano anche grandi sprinter del recente passato come Mario Cipollini ("Possiede grandissime qualità, ha tutto per fare cose eccezionali") ed Erik Zabel, che lo ha pilotato dall'ammiraglia e all'arrivo non è riuscito a trattenere le lacrime ("E' stato straordinario, perfetto").

E gli altri? Detto di Haussler, che ha avuto il merito di sparigliare le carte nel finale, chi voleva evitare il volatone ha fatto troppo poco. L'unica selezione importante, che però come vittima illustre ha avuto solo Lance Armstrong, l'ha firmata Michele Scarponi sulla Cipressa. Sul Poggio ci hanno provato Davide Rebellin e Filippo Pozzato, ma, una volta scollinati, non hanno proseguito l'azione in discesa e il gruppo è rientrato senza affanni. Troppo poco per rovinare la festa a Cavendish. Il re dei velocisti adesso è lui. 

Ordine d'arrivo:

1. Mark Cavendish (Gbr) - in 6h42'31" (media 44,421 km/h)
2. Heinrich Haussler (Ger) - s.t.
3. Thor Hushovd (Nor) -  a     0'02"
4. Allan Davis (Aus) -  s.t.
5. Alessandro Petacchi (Ita) - s.t.
6. Daniele Bennati (Ita) - s.t.
7. Aitor Galdos (Spa) - s.t.
8. Enrico Rossi (Ita) - s.t.
9. Luca Paolini (Ita) - s.t.
10. Peter Velits (Svk) - s.t.
11. Lloyd Mondory (Fra) -  s.t.
12. Martin Elmiger (Svi) - s.t.
13. Greg Van Avermaet (Bel) - s.t.
14. Karsten Kroon (Ola) - s.t.
15. Tom Boonen (Bel) - s.t.
22. Filippo Pozzato (Ita) - s.t.
30. Giovanni Visconti (Ita) - s.t.
41. Danilo Di Luca (Ita) - a     0'14"
44. Ivan Basso (Italia) -  s.t.
125. Lance Armstrong (Usa) -  a     8'19".