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19 dicembre 2012

Gigante donne, ad Are vince Rebensburg

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La campionessa tedesca Viktoria Rebensburg in azione

La campionessa olimpica chiude in 2'28.94 davanti all'austriaca Fenninger. Dopo quattro vittorie su quattro, Maze deve accontentarsi del terzo posto. Solo un'azzurra, Elena Curtoni, nella classifica finale: diciottesima

Dopo quattro vittorie su quattro gare di gigante, la slovena Tina Maze non ce l'ha fatta a vincere anche la quinta prova in questa disciplina. Ad Aare - dove l'Italia è andata a picco con una sola azzurra in classifica finale, Elena Curtoni 18.a - Tina si è dovuta accontentare del terzo posto.

La vittoria è andata alla tedesca Viktoria Rebensburg, non a caso campionessa olimpica in carica, in 2'28.94 davanti alla austriaca Anna Fenninger (2'29.56). Maze terza in 2'29.85. Brutta gara e bruttissimi risultati, invece, per una Italia in piena crisi. Con Denise Karbon che - sotto una fitta nevicata e su una pista comunque difficile per il fondo compatto, ma tutto di neve artificiale su cui era complicato condurre a dovere gli sci - solo tre atlete sono riuscite a passare il turno per la manche decisiva. Ma anche la seconda discesa è stata un disastro. Irene Curtoni, 17.a dopo la prima, è infatti uscita per un errore nella seconda. Stessa sorte anche per  Manuela Moelgg, che era stata ammessa alla manche finale con il 14/o tempo. E' rimasta così solo Elena Curtoni con il 18° modesto tempo in 2'32.70. Ma Elena non è certo una punta del nostro gigantismo e dopo la prima amnche era solo 28/a. Per lei, insomma, è stata comunque una buona prova.

Rientrata in America Lindsey Vonn, che è stanca e tornerà in pista solo per le gare veloci di metà gennaio prossimo a St. Anton, Tina Maze anche con questo terzo posto ha ulteriormente rafforzato il suo primato in testa alla classifica di cdm con 859 punti. La segue la tedesca Maria Hoefl-Riesch con 508. Per Vonn, quando rientrerà, sarà difficilissimo recuperare. Domani ad Aare tocca allo slalom speciale (ore 16 e 19). Per le italiane è la disciplina in cui sono più deboli. Come dire - se consola - che  possono solo migliorare.