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04 marzo 2014

Pistorius, secondo giorno. Una vicina inchioda Oscar

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Pistorius si commuove nel corso dell'udienza di Pretoria

L'ex campione paralimpico in aula a Pretoria per la ripresa del processo per omicidio premeditato della fidanzata. Il secondo testimone d'accusa: la lite mi impedì di prendere sonno. June Steenkamp, madre di Reeva: "Per me è importante perdonarlo"

Una vicina di casa, il secondo testimone d'accusa a deporre al processo di Pretoria a Oscar Pistorius per l'omicidio della fidanzata, Reeva Steenkamp, afferma che la notte dell'omicidio fu svegliato da quello che pareva un violento litigio. "Sembrava che qualcuno fosse impegnato in una colluttazione", ha raccontato in aula Estelle Van Der Merwe, citata da Bbc. "C'era gente che parlava ad alta voce". Ieri il primo testimone d'accusa disse d'aver udito "urla raggelanti" di una donna, seguite da quattro spari.

E Pistorius si commuove - La vicina dice di aver udito la colluttazione poco prima delle 2 di quella notte di San Valentino, all'incirca un'ora prima delle urla e degli spari. Il litigio, ha detto la Van Der Merwe, sarebbe durato per un'ora e lei si sarebbe indispettita perché il chiasso non le consentiva di riaddormentarsi. Nel secondo giorno del processo - trasmesso integralmente in diretta in televisione, anche se i testimoni sono esenti da inquadrature dirette sul volto - Pistorius è stato ripreso più volte sul banco degli imputati mentre si copre le orecchie con le mani, come a non voler ascoltare la deposizione.

Una sospensione in mattinata - Breve sospensione stamane del processo per omicidio a carico di Oscar Pistorius, accusato della morte della fidanzata Reeva Steenkamp. La decisione è stata presa dopo che il giudice si è accorto che una tv sudafricana aveva mostrato una foto della prima testimone dell'accusa, contravvenendo alla regola imposte per le riprese del processo.

Il giudice bacchetta i media - "Prendo questa cosa molto sul serio", ha detto il giudice Thokozile Masipa prima di sospendere il processo per qualche minuto, poco dopo che era iniziata l'udienza. La corte era stata avvertita che una foto della testimone, Michelle Burger, una economista dell'Università di Pretoria che abita a meno di 200 metri dalla casa di Pistorius, era stata mostrata da una tv.

La testimone chiedeva anonimato
- La stessa Burger, che ieri ha raccontato di aver udito le urla di terrore di una donna che chiedeva aiuto prima dei colpi di arma da fuoco sparati da Pistorius, aveva chiesto di non essere ripresa. Ma la catena televisiva eNCA ha mostrato una foto della donna trovata sul sito dell'Università. "E' abbastanza inquietante. I media erano stati avvertiti. Se non si comportano correttamente non li tratteremo con i guanti di velluto", ha detto il giudice.

L'avvocato contestava la deposizione
- Nella prima udienza di lunedì l'avvocato Barry Roux aveva messo in dubbio la ricostruzione della Burger, incalzandola sulle voci e il numero di spari uditi. La difesa punterà inoltre contro l'affidabilità della polizia scientifica, cercando di smontare i risultati delle perizie.

La madre di Reeva: "Posso perdonare" -
"Non importa che cosa accadrà a Oscar, perchè mia figlia non ritornerà", ha dichiarato la madre di Reeva, June Steenkamp, ai microfoni della Nbc, "Ma per me è importante perdonarlo. Perchè non voglio vivere con il rancore nella mia vita. Ora vogliamo solo la verità su ciò che è accaduto". Nessun incrocio di sguardi, in aula: "Volevo che mi vedesse, ma Oscar è entrato e ha guardato diritto davanti a sè. Poi si è seduto, senza mai voltarsi dalla mia parte", ha aggiunto la Steenkamp, che per assistere al processo si è trasferita a Pretoria da Port Elizabeth, dove vive con il marito.