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11 settembre 2014

Caso Pistorius. "Omicidio premeditato, prove insufficienti"

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Il giudice: non si può procedere a una condanna con quel capo d'accusa. La sentenza per l'assassinio della fidanzata Reeva Steenkamp venerdì mattina. Il campione paralimpico rischia 15 anni

Non ci sono prove sufficienti per condannare Oscar Pistorius per l'omicidio volontario e premeditato della fidanzata Reeva Steenkamp, uccisa sparandole attraverso la porta del  bagno di casa il 14 febbraio 2013. Se ritenuto colpevole di omicidio premeditato, il velocista 27enne rischiava 25 anni di carcere. Il giudice ha proseguito osservando, comunque, che non ci sono dubbi che, sparando attraverso la porta del bagno, Pistorius abbia agito unlawfully, vale a dire ilegalmente.


Il magistrato ha infine posticipato a venerdì mattina la lettura del verdetto. Lo ha fatto al termine di una mattinata in cui ha letto una meticolosa ricostruzione degli eventi, così come emersa dai 41 giorni del processo, e in cui ha escluso il reato di omicidio volontario che l'accusa ascriveva all'imputato. La lunga esposizione è cominciata alle 09.30 locali ed è andata avanti, con due brevi pause di cinque minuti, fino alle 12.45, il momento dell'interruzione per il pranzo. E' poi ripresa, in ritardo, quasi due ore dopo, e trascorsi appena 20 minuti dal suo inizio, la giudice Thokozile Masipa ha sospeso la seduta fino a venerdì mattina.

"Non ci sono prove sufficienti" - Oscar Pistorius non sarà insomma condannato per omicidio volontario e questo significa che non rischia l'ergastolo, al massimo una condanna a 15 anni. Il giudice Thokozile Masip, la 66enne di Soweto che sta leggendo la voluminosa sentenza nel tribunale di Pretoria, ha affermato che l'accusa non è stata in grado di provare "oltre ogni ragionevole dubbio" che l'atleta paralimpico abbia "premeditato" l'uccisione della fidanzata Reeva Steenkamp. "Non ci sono prove sufficienti per supportare una conclusione simile", ha spiegato il magistrato, aggiungendo che quello di "omicidio colposo è un giudizio pertinente".



Possibile condanna per omicidio colposo - Fin dall'inizio, ha lasciato intendere che propendeva per la versione della difesa che Pistorius non voleva uccidere Reeva, tra l'altro escludendo come inaffidabile la testimonianza di una coppia di vicini che sosteneva di aver sentito un litigio e le urla della fidanzata. Tuttavia la Masip ha spiegato che l'atleta sparò in modo deliberato e non per un incidente, come sostenuto da Pistorius nei 41 giorni di processo sui fatti avvenuti la notte del 14 febbraio del 2013, a Pretoria. Questa conclusione del giudice lascia aperta la possibilità di una condanna per omicidio colposo, che però non si conoscerà fino alla conclusione della lettura della relazione.

Il rischio: 15 anni di carcere - Pistorius eviterà così la condanna più pesante che poteva andare dai 25 anni all'ergastolo, però è ancora a rischio: sul suo capo, a questo punto, pende l'ipotesi omicidio colposo (che in Sudafrica comporta fino a 15 anni di carcere). Ma potrebbe anche essere assolto, il che gli permetterebbe di uscire definitivamente dall'aula di tribunale e potenzialmente riprendere la sua carriera negli stadi. Secondo il magistrato, il giovane non poteva prevedere che avrebbe ucciso la persona che si trovava dietro la porta del bagno quando aprì il fuoco: "Come avrebbe potuto l'accusato prevedere ragionevolmente che il colpo sparato avrebbe ucciso la vittima? Chiaramente non poteva prevedere che avrebbe ucciso la persona dietro la porta. L'accusato non può dunque essere dichiarato colpevole di assassinio", ha sottolineato il giudice, puntualizzando che il fatto che Pistorius abbia sparato intenzionalmente non significa che volesse uccidere.

"Una testimonianza evasiva" - Emozionato, il volto teso, Pistorius, non ha trattenuto le lacrime mentre ascoltava la giudice ripercorrere in maniera metodica le sequenze dell'accaduto. In realtà il magistrato ha affermato che la testimonianza in aula dell'atleta è stata "contraddittoria" ed "evasiva", ma questa sua vaghezza non significa che l'atleta sia necessariamente colpevole.

La versione di Oscar - Il campione paralimpico, il cui processo era iniziato lo scorso 3 marzo, ha sempre detto di avere sparato perchè convinto che dietro la porta si trovasse un intruso e non la sua fidanzata. Il giudice Masipa ha tra l'altro affermato che alcuni testimoni ascoltati durante il processo si sbagliano riguardo alla loro interpretazione degli spari sentiti la notte dell'omicidio. Lo riporta la Bbc online, osservando che si tratta di una prima dichiarazione a favore della difesa. Secondo il giudice Masipa, gran parte dei testimoni ascoltati durante il processo hanno cioè fatto confusione tra ciò che sapevano per esperienza diretta, ciò che avevano appreso da altre persone e ciò che avevano sentito attraverso i media.