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10 ottobre 2014

Super mamme, il team rosa che va a caccia del giro del mondo

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Le veliste del Team Sca pronte alla partenza (Getty)

Alla partenza della Volvo Ocean Race, c'è il primo equipaggio di sole donne dal 2002. Saranno in 11, al contrario degli 8 uomini, per competere con la maggiore forza fisica dei colleghi. Ma non nascondono di poterli battere

Per nove mesi vivranno in venti metri quadrati. Condivideranno sacco a pelo e cuccette e quando arriverà il momento di mangiare, li attenderà cibo liofilizzato e acqua dissalata. I velisti della Volvo Ocean Race, in partenza oggi, stanno per partire per una prova dalla fatica immane. Senza dimenticare le condizioni di mare estreme, sempre possibili. Tra i sette team in gara, ce ne sarà uno di sole donne. Il team Sca è il primo equipaggio femminile dal 2002 che partecipa alla regata oceanica considerata dai velisti la più dura e la più difficile arrivata alla dodicesima edizione. Daranno battaglia per quasi 39 miglia nautiche, tra mille insidie, dai ghiacci dell'Oceano Australe, fino agli inaspettati cicloni tropicali dell'Oceano Indiano, assieme ad altri sei team tutti maschili: Team Brunel, Abu Dhabi Ocean Racing, Dongfeng Race Team, Team Alvimedica, Team Vestas, Team Mapfre.


L'equipaggio del Team Sca, sostenuto da una multinazionale leader nei prodotti dell'igiene e con l'80% di clientela femminile, è composto da 11 donne, tre in più rispetto agli uomini, per compensare la differenza di forza fisica, più una 'on board reporter', giornalista imbarcata, e altre due di riserva a terra. Ma questa è l'unica differenza. La barca, rosa, è la stessa delle altre: un monotipo Volvo ocean 65, risultato anche dell'eccellenza made in Italy (lo scafo in carbonio e altre componenti essenziali sono state prodotte da aziende italiane), stessa passione, stessa determinazione, stesso coraggio. Tre di loro sono mamme di bimbi intorno ai tre anni, sei sono sposate, sette sono single o compagne di velisti. Tre sono americane, cinque inglesi, tre australiane, due svizzere, una olandese. Diverse per estrazione, nazionalità e temperamento, oltre a saper navigare devono dimostrare un grande spirito di squadra. E far prova di  resistenza.  Il dispendio energetico è enorme, ad ogni tappa si possono perdere fino a cinque chili.

La selezione delle magnifiche 11 è stata durissima: 240 le candidature presentate (5 erano italiane). La più giovane è la svizzera Justine Mettraux, 28 anni (con lei anche la sorella Elodie (30), le più anziane sono l'inglese Dee Caffari e l'olandese Carolijn Brouwer, timoniere, mamma di un bimbo di tre anni e mezzo. Anche le inglesi Sam Davies, la skipper, e Abby Ehler, capitano, hanno bimbi di due anni a cui faranno da "mammi" i papà. "I bambini sono preparati ad affrontare la nostra assenza – ha spiegato Carolijn -. Certo è difficile, oggi soprattutto con preparativi della partenza. Ma sono tranquilla perché so che lui starà bene, mi raggiungerà durante le soste tra una tappa e l'altra. Questa è per me una opportunità unica e penso che diventerà una persona più ricca". Vita da veliste. Cuffie preumidificate al posto dello shampoo Guanti per pulire il corpo, fornite dallo sponsor. "Credo che saremo il team in assoluto più pulito" ha scherzato Sam Davies.