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28 agosto 2015

Pechino, Schippers fulmine bianco. Palmisano quinta nella 20 km

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Alla campionessa olandese l'oro sui 200 femminili col terzo miglior tempo di sempre (21"63). Grande gioia per l'atleta azzurra piazzatasi tra le grandi ai Mondiali, immensa delusione per la compagna di squadra Rigaudo squalificata. Nell'alto maschile, finale guadagnata da Tamberi (2,29 m)

Va a un'atleta bianca, la velocista olandese Dafne Schippers, la medaglia d'oro dei 200 donne ai Mondiali di atletica in corso a Pechino con il favoloso tempo di 21"63 (record europeo), vale a dire la terza migliore prestazione di sempre sulla distanza. Alle sue spalle le due giamaicane Elaine Thompson (in 21"66) e Veronica Campbell-Brown (21"97). Un risultato storico quello di Dafne, che interrompe il dominio delle sprinter coloured, non solo giamaicane. L'ultima vittoria mondiale di un'atleta bianca fu infatti a Parigi, nel 2003, della russa Anastasija Kapainskaja poi finita nelle maglie del doping. In 14 edizioni del Mondiale, solo cinque volte una bianca aveva trionfato nei 200 e le prime tre volte erano targate tutte Germania Est (Koch, Gladisch Moeller e Krabbe dopo la caduta del muro). Poi, per il resto, solo Giamaica, Usa, Bahamas.


110hs, bronzo a Merritt prima del trapianto di rene - Il russo Sergey Slubenkov ha vinto la medaglia d'oro nei 110 hs correndo in 12"98. Alle sue spalle il giamaicano Hansle Parchment (13"03). Terzo sorprendente posto e medaglia di bronzo per l'americano Aries Merritt (13"04) la cui storia personale ha emozionato il mondo. Merritt infatti sabato tornerà in America per sottoporsi nei prossimi giorni a un trapianto di rene, ciononostante l'atleta, oro a Londra 2012 e primatista del mondo in carica non aveva voluto mancare all'appuntamento di Pechino.

Marcia: l'impresa della Palmisano - Gioia e lacrime sul volto di Antonella Palmisano, quinta nella 20 km di marcia ai Mondiali di atletica a Pechino: "Al traguardo ho pianto. Questo quinto posto non mi sembra vero!" racconta la marciatrice pugliese. Un quinto posto ancora più soddisfacente se si pensa che l'atleta italiana a Pechino è venuta quasi per forza, spinta dalla sua voglia di gareggiare e di non buttare via lunghi allenamenti, visto che le sue condizioni fisiche negli ultimi tempi non erano proprio al massimo. Al traguardo l'oro va alla favorita della vigilia, la primatista del mondo Hong Liu (fa parte del gruppo allenato da Sandro Damilano), che chiude in 1h27:45. L'argento è della connazionale Xiuzhi Lu, accreditata dello stesso tempo (le due arrivano insieme), mentre il bronzo della Olyanovska è cronometrato in 1h28:13.

 


La gioia "azzurra" di Antonella
- "A causa di un'infiammazione al tibiale destro ho passato le ultime due settimane a correre senza poter marciare, ha detto dopo il traguardo Palmisano. "Ma se ho deciso di salire sull'aereo per Pechino è perché dentro di me, dopo tutto il lavoro fatto, non volevo rinunciare a questo Mondiale. In Cina ho passato più tempo in fisioterapia che a marciare ed è stata durissima! Il terzo giorno sarei quasi voluta tornare a casa, ma ho stretto i denti come in gara. Viste le premesse mi sarei potuta fermare dopo due chilometri, aggiunge la marciatrice. Il mio allenatore Patrizio Parcesepe sul percorso mi urlava di crederci ed è quello che ho fatto. Dal primo all'ultimo metro. Ora quasi non cammino più - aggiunge la 24enne delle Fiamme Gialle giunta in zona mista zoppicando - ma sento che questo quinto posto ha fatto nascere un'altra Antonella".

E Rigaudo furiosa per la squalifica - E' invece furiosa Elisa Rigaudo per la squalifica durante la marcia dei 20 km e scoppia in lacrime. La decisione dei giudici - dice la campionessa piemontese - "è qualcosa di inimmaginabile", poi aggiunge "mi sembra tutto così assurdo. Ditemi voi che cosa è successo, perché io non l'ho proprio capito. Dopo il secondo rosso mi sono staccata, non pensavo alla medaglia anche perché mi rendevo conto che non si poteva azzardare. So bene qual è la mia tecnica, sono vent'anni che marcio in un certo modo e mai una squalifica. Eppure ho fatto sette Mondiali e tre Olimpiadi, senza contare le svariate Coppe Europa e Coppe del Mondo. Adesso voglio assolutamente rivedere la gara, analizzarla passo passo e capire se e dove posso aver sbagliato. Ma mi sembra tutto così assurdo...".

Un azzurro nella finale dell'alto - E' il primatista italiano assoluto GianmarcoTamberi, a cui basta il 2,29 ottenuto al primo tentativo per volare nella gara per le medaglie di domenica sera (l'ora di pranzo italiana). Il marchigiano deve arrendersi ai 2,31 della misura di qualificazione (per lui tre tentativi a vuoto) ma questo non compromette il risultato finale, visto il percorso netto realizzato su tutte le misure precedenti (2,17; 2,22; 2,26, decimo posto finale). Passano in 14, mentre vanno fuori altri tre atleti capaci sì di superare i 2m29, ma con errori sul percorso. In finale Tamberi troverà tutti i big della disciplina: il canadese Drouin, il cinese Zhang, il qatarino Barshim, l'ucraino Bondarenko; il loro 2,31 si somma a quelli del tedesco Onnen, dell'australiano Starc (sorpresa, con il primato personale ottenuto nella circostanza), il cipiriota Choundokoukis, il ceco Baba e il greco Baniotis.