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22 giugno 2016

Doping, Schwazer positivo: troppo testosterone

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Valori 11 volte maggiori rispetto al normale. E' quanto risulterebbe dopo il riesame di una provetta che aveva dato esiti negativi nel controllo dello scorso 1° gennaio. Il nuovo test è avvenuto il 13 maggio. Ma è mistero: in altri 15 esami non c'erano state anomalie. Il legale: "Accuse false e mostruose". Conferenza stampa alle 18

Un fulmine a ciel sereno: Alex Schwazer sarebbe risultato ancora positivo a sostanze dopanti dopo la squalifica per Epo arrivata prima dei Giochi di Londra. A stupire sono anche i contorni della vicenda raccontata da La Gazzetta dello Sport. Si tratta infatti di un controllo antidoping effettuato il 1° gennaio 2016 e che aveva dato esiti negativi.

Quella stessa provetta di gennaio è stata rianalizzata il 13 maggio, cinque giorni dopo la vittoria di Schwazer nella Coppa del Mondo di Marcia a Roma (coincisa con il suo ritorno alle gare dopo la squalifica di 3 anni e 9 mesi). Il riesame avrebbe riscontrato valori abnormi di testosterone, 11 volte maggiori rispetto al normale. Da fonti interne alla Federatletica prevale lo stupore perché dal 1° gennaio al 13 maggio Schwazer è stato sottoposto ad altri 15 controlli che non hanno evidenziato alcun problema. Schwazer oggi è atteso a Vipiteno per l'inizio di un mese di allenamento in Alto Adige prima della partenza per le Olimpiadi di Rio.

Conferenza stampa alle 18 - Alex Schwazer contesta i dati della nuova positività al doping: sarà questa la linea seguita dal marciatore azzurro nella conferenza stampa convocata per questo pomeriggio alle 18 a Bolzano, all'hotel Laurin. Con Schwazer ci saranno l'allenatore Sandro Donati, l'avvocato Gerhard Brandstaetter e la manager Giulia Mancini. "Si tratta di accuse false e mostruose". E' il commento dell'avvocato Gerhard Brandstatter, legale del marciatore Alex Schwazer che - secondo quanto riporta un articolo della Gazzetta dello Sport - è stato nuovamente testato positivo durante un controllo antidoping. "Ora è successo quello che Alex ha sempre temuto, ma noi ci difenderemo e faremo causa", ha aggiunto Brandstatter.