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26 dicembre 2016

Un anno, un ricordo: il 2016 di Sara Benci

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Ben

Ogni giorno, durante le feste, un personale ricordo del 2016 da parte dei volti di Sky Sport. L'evento vissuto, raccontato oppure sentito più vicino

Per me l’Italia ha giocato la finale degli Europei. Il 10 luglio del 2016, con il Portogallo e la Francia pronte a sfidarsi, al momento degli inni, a casa mia si cantava solo Fratelli d’Italia! L’artefice di questo strano karaoke? Non un sadico tifoso invidioso nei confronti degli eterni rivali francesi, ma la mia bambina di 20 mesi, che dalla prima partita contro il Belgio si era innamorata dell’Inno di Mameli e lo recitava a squarciagola. E poco importa se l’elmo è di “Cipo” e la vittoria porge la “coma”, per lei la Marsigliese è stato il momento in cui “l’Italia s’è desta”.

In fin dei conti non aveva tutti i torti… E’ stata una competizione che ha rilanciato la nostra Nazionale, rendendo protagonisti personaggi non di primo piano, come Giaccherini o Pellè, che prima della partenza potevano essere definiti con aggettivi poco lusinghieri: il jolly di Conte era più che altro un ripescato, il futuro Re Mida d’Oriente, Pellè, l’attaccante a cui aggrapparsi in un panorama di centravanti che immalinconiva rispetto al passato.

In quei giorni ero impegnata nella conduzione mattutina di Sky Sport 24, e sulla carta trovare delle chiavi di lettura intriganti per un’Italia con poco appeal non sembrava un lavoro facile. Ma fin dalla prima apparizione non c’è stato bisogno di “costruire” la notizia. La Nazionale ci ha pensato da sola, con un cammino reso esaltante dalla sensazione che ogni ostacolo venisse superato solo grazie a lavoro, abnegazione, sudore e lacrime. E gli errori ai calci di rigore contro la Germania, alcuni dei quali apparsi sul momento grotteschi, sono peccati veniali che fanno parte del gioco, superati dal ricordo di una bella avventura vissuta e da altre storie che l’Europeo stesso ci ha regalato, come la favola dell’Islanda o una finale che ha fatto conoscere, al di là del campione, anche l’uomo Cristiano Ronaldo, in lacrime per l’infortunio prima e la vittoria storica poi.

Un raro momento in cui, ammettiamolo, ha ispirato umana simpatia. Abbiamo però riscoperto l’amore per la maglia azzurra, dopo l'Europeo un nuovo corso è iniziato all’insegna della linea verde, e magari nel 2018, in qualche parte della Francia, ci sarà una bambina che canterà “Allons enfants de la Patrie” sulle note dell’inno di Mameli durante la finale del Mondiale…