In Evidenza
Tutte le sezioni
Altro

Carlo Pedersoli jr, il nipote di Bud Spencer verso il circuito UFC

Altri Sport

Luca Cassia

Nipote d'arte, il 24enne Carlo Pedersoli jr segue le orme da "picchiatore" del nonno Bud Spencer

Vittorioso contro il danese Dalby, ex lottatore UFC nel main event di Cage Warriors 93, Carlo Pedersoli jr prosegue la sua marcia verso la più importante organizzazione di arti marziali miste. Classe 1993 nipote di Bud Spencer, appassionato di moto d'epoca e tifoso della Lazio, "Semento" vive nel ricordo del celebre nonno

ARRESTATO CONOR MCGREGOR: ASSALTO A BUS DI ATLETI MMA

Condividi:

Uno picchiava per scherzo in coppia con il compare Terence Hill, l’altro è un fighter professionista dal 2014. Non che manchino tracce del celebre nonno dai dati all’anagrafe alla casella e-mail, d’altronde Carlo Pedersoli jr vive nel ricordo dell'omonimo Carlo Pedersoli in arte Bud Spencer. Scomparso nel 2016, volto indimenticato nel cinema italiano e internazionale, nient’altro che un orgoglio per il lottatore romano reduce dall’ennesima conferma nel campo delle arti marziali miste. Suo il main event di Cage Warriors 93 tenutosi a Göteborg nel weekend, match vinto per split decision (due giudici favorevoli su tre) contro il danese Nicolas Dalby, ex fighter UFC ovvero la più importante organizzazione di MMA al mondo. Proprio l’obiettivo dichiarato del nipote d’arte che, nato a Miami nel 1993, ha espressamente richiesto la bandiera tricolore in sostituzione di quella statunitense nella locandina dell’evento: "Perché mi sento più italiano che americano". Appartenenza dettata dalla vita nella Capitale dove risiede e si allena in attesa del ritorno in grande stile negli USA.

Nipote di Bud Spencer, prossima star delle MMA

Carlo Pedersoli jr è uno dei giovani più talentuosi nella scena italiana delle mixed martial arts, disciplina di combattimento che riserva colpi "ordinari" o meno (pugni, calci, ginocchiate e gomitate) fino a svariate tecniche di lotta all’interno dell’ottagono. Ribattezzato "Semento", pronuncia giapponese della parola 'cemento', soprannome eloquente che dopo l’ultimo trionfo in Svezia riecheggia eccome nell’ambiente delle MMA: il suo record da professionista recita 10 vittorie e una sola sconfitta inflitta da Yuki Okano nel dicembre 2015, verdetto contestato da Carlo che da allora ha rinnovato staff e supporto tecnico (il Gloria Fighting Center). Si tratta della palestra romana che tra i suoi sparring partner coinvolge Alessio Di Chirico, peso medio UFC nonché uno dei tre fighter italiani di scena nella promotion d’eccellenza insieme a Marvin Vettori e Mara Borella. Il quarto potrebbe essere proprio Pedersoli jr, uno dei migliori welter alle nostre latitudini con 7 successi consecutivi negli ultimi due anni.

E pensare che l’avvento nella "gabbia" nacque quasi per caso, lui che da semi professionista battezzò un’ottima carriera (5 vittorie su 5) non prima degli inizi in sport differenti: portierino nelle giovanili della Lazio e karateka in erba, poi football americano dove si laureò campione italiano nel 2011 con i Grizzlies di Roma militando in azzurro nelle qualificazioni agli Europei del 2012. Merito dello zio Manlio che, in un garage nei pressi di casa, creò uno spazio votato alle basi della difesa personale: krav maga prima, arti marziali miste poi. A 18 anni ecco il primo combattimento senza allenamenti o preparazioni specifiche, match vinto dopo un solo secondo per ko ad inaugurare la scalata delle gerarchie fino alla Serie A. Si aggiudica il campionato nazionale e la selezione per il mondiale di Las Vegas, appuntamento mancato a causa della rottura del crociato. Pezzo dopo pezzo "Semento" costruisce il suo stile: cintura viola di Jiu jitsu brasiliano, verde nello Shotokan e blu nel judo, arti marziali perfezionate nella parentesi in Giappone. Estro e determinazione, doti spiccate come la padronanza nell’ottagono ribadita contro Dalby ovvero l’unico combattente a strappare un pareggio contro Darren Till, 16 vittorie in 17 incontri per il "Gorilla" di Liverpool considerato l’erede di Conor McGregor.

Buon sangue non mente

Quando Carlo non combatte il suo tempo è dedicato all’insegnamento delle arti marziali, una passione assoluta come quella per le moto d’epoca che ama collezionare. E poi c’è la Lazio, fede trasmessa dal celebre parente che prima del cinema si affermò nel nuoto e nella pallanuoto. "Sono tifosissimo, accanito fino ai vent’anni con l’abbonamento in Curva Nord e tante partite seguite in trasferta. Lui ci teneva parecchio". La figura di Carlo Pedersoli senior ha ispirato il nipote trasmettendo l’amore per lo sport e la cura del fisico, un nonno prodigo di consigli e motivazioni sebbene non particolarmente attratto dalle MMA: "Potevi scegliere uno sport più remunerativo - consigliava al giovane -, per le botti che prendi non guadagni abbastanza". Mai presente dal vivo ad un incontro di "Semento", Bud Spencer non ne perse alcuno in video per la gioia del nipote che non ha mai sofferto il peso di un’etichetta così ingombrante: "Ho un ricordo meraviglioso di mio nonno, mi elogiava sempre senza mancare di stimoli mentali. Lo porterò sempre con me". Una spalla d’alto livello, il primo a insegnarne la tenacia e la perseveranza negli allenamenti quotidiani che alimentano il desiderio già espresso di diventare il welter più forte del mondo. Salito eccome nelle quotazioni in Europa, quale può essere il prossimo step di Carlo Pedersoli jr? L’ingresso nella UFC, altrimenti ci arrabbiamo.