“Smetto quando voglio”, donne libere di decidere

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Lia Capizzi

Lia Capizzi

Federica Pellegrini medita di continuare a nuotare anche dopo le Olimpiadi di Tokyo, Francesca Piccinini ha deciso di ripensarci e a 41 anni torna a giocare. Super campionesse appagate ma ancora molto competitive. Come anche Serena Williams e Tania Cagnotto. Donne libere di decidere come e quando chiudere la propria carriera

La libertà di decidere. Come e quando. Decidere di smettere, o di fermarsi e poi ripensarci, di andare avanti facendo spallucce alla carta di identità. Donne con teste pensanti e con carriere pesanti. Hanno vinto molto, alcune hanno vinto tutto come Federica Pellegrini e Serena Williams che non a caso nei loro sport si sono conquistate l'appellativo di leggende. Non hanno più niente da dimostrare a nessuno, hanno però un fuoco dentro, perché la vera sfida è con loro stesse, con il loro inconscio.

 

Sono agonisticamente cattive e sono sopratutto lavoratrici instancabili. Dietro il mito di Federica Pellegrini ci sono i successi, le cadute, le risalite, c'è la longevità ma c'è prima di tutto una abnegazione infinita alla fatica degli allenamenti quotidiani. Il risultato di Tokyo sarà cruciale per decidere cosa farà in futuro, con l'idea, magari, di continuare come atto d'amore assoluto per l'acqua. Serena Williams lo dice spesso: "Non sono mai stata la più talentuosa ma ho lavorato con enorme impegno". Ha appena chiuso un digiuno di 3 anni, dopo la maternità era rimasta a secco di vittorie, incavolata, stizzita, accanita perché se l'età aumenta l'ambizione non diminuisce. Non è diminuita la passione di Francesca Piccinini che ci ha ripensato. Era una bimba di 14 anni quando debuttò nel campionato di serie A, adesso che di anni ne ha appena compiuti 41 fa ciao ciao al ritiro per tornare sotto rete. Da protagonista, mica da comparsa. Campionesse che amano primeggiare e non vivacchiare. Francesca sogna di andare a  Tokyo così come Tania Cagnotto che aveva detto addio dopo le due storiche medaglie olimpiche di Rio. Invece, da mamma della piccola Maya ci riprova con Francesca Dallapè, mamma anche lei.

 

Qualcuno potrebbe obiettare, maliziosamente: non è che sono donne senza alternative? Magari spaventate da una seconda vita al di fuori dallo sport? No, sono campionesse acclamate, sempre corteggiate da sponsor e media. Semplicemente sono donne appagate che amano la competizione, adorano mettersi in discussione, si impegnano con dedizione. Ecco perché sono libere di decidere e di poter dire: "Smetto quando voglio".

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