Lo sport diventa cinema. "The Fighter": stasera in prime time su Sky Sport Uno

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Stasera alle 21 su Sky Sport Uno secondo appuntamento cinematografico: due Oscar e una valanga di premi per uno dei migliori film sul pugilato e sulla famiglia. Christian Bale e Mark Wahlberg al centro di un super cast

La boxe è forse lo sport più amato dal cinema, perché il ring è un set di proporzioni ideali, anche se è tutt’altro che facile ricostruire il combattimento in maniera realistica. Un’altra ragione dell’attrazione fatale tra pugilato e pellicola sta nella chiara metafora della vita che questo sport offre: vittoria o sconfitta, scorrettezza o fairplay, disciplina o dissipazione. Da Toro scatenato, alla serie Rocky, fino a Million dollar baby, nel quadrato tra le corde è passato molto grande cinema.

 

The Fighter, stasera alle 21 su Sky Sport Uno, è l’ultimo classico sulla grande epopea dei pugni, non a caso premiato con 7 nomination agli Oscar e due statuette per il migliore attore protagonista e la migliore attrice non protagonista, oltre a una lunga serie di altri premi. Un film non solo sulla boxe, ma su tutto quanto gira intorno alla vita e al percorso di un pugile: affetti, invidie, motivazioni, avidità. Fattori emotivi tanto difficili da gestire quanto i colpi degli avversari.

 

Basato sulla vita vera del pugile americano Richard "Dicky" Eklund (in carriera tra il 1975 e il 1985), è la storia di un corpo a corpo tra il protagonista, Dicky, promessa finora delusa dei pesi welter e la sua famiglia, ovvero suo fratello Micky, ex campione diventato schiavo della droga e la madre Leo che pretende di essere anche la sua manager. Per incapacità o per calcolo i due rischiano seriamente di distruggere la carriera di Dicky con incontri sbagliati e abitudini che farebbero inorridire un vero coach. Lo scontro nella famiglia Ward esplode quando la nuova fidanzata di Dicky lo spinge a prendere un’altra strada tagliando fuori gli invadenti parenti.

 

Ci si metteranno di mezzo anche la televisione e la giustizia a scombinare le carte per il clan dei Ward, in cui comunque è forte la passione per la boxe. Dopo una serie di rocambolesche vicissitudini il film approda a un finale sorprendente che mostra come il successo di uno sportivo sia legato a una quantità di fattori di diversa natura, non ultima quella dei sentimenti. In questo senso The Fighter è uno dei più autentici film sulla vita di chi vive dentro e per lo sport.

The Fighter

Ma la mobile regia di David O. Russell non lesina neppure efficaci fasi di combattimento pugilistico che faranno la gioia degli appassionati. Stupendo anche il confronto sul set tra due grandi attori tanto diversi quanto credibili nel ruolo dei fratelli diversi: un emaciato, stralunato Christian Bale (Oscar e Golden Globe) nei panni dell’ex campione decaduto e un massiccio, concentrato Mark Wahlberg, con il perfetto phisique du role.

 

Insieme a loro ci sono due presenze femminili di tutto rilievo (inusuale per un film sul pugilato): l’adorabile Amy Adams nei panni della fidanzata e la sua antagonista, la madre dei due campioni, una bravissima, elettrica Mellissa Leo (anche per lei Oscar, Golden Globe e molti altri riconoscimenti).

 

The Fighter vanta anche la produzione di un grande regista come Darren Aronofsky che ha rinunciato a dirigere il film, per dedicarsi al suo capolavoro Il cigno nero (2010), ma che garantisce una confezione impeccabile: il film è costato 25 milioni di dollari e ne ha incassati 130.

The Fighter

Non mancano le curiosità sportive intorno al cast, eccone alcune: all'allenatore della vita reale di Micky Ward, Mickey O'Keefe, è stato chiesto di apparire come se stesso nel film. Christian Bale ha trascorso ore con il vero Dicky Eklund per imparare a emularlo correttamente. Ha dovuto perdere 30 chili perché Eklund era un drogato di crack in quel momento. Il regista David O. Russell ha affermato che era molto più che un semplice mimetismo: "Christian ha dovuto capire come funzionava la sua mente". Mark Wahlberg, che credeva molto in questo progetto, ha iniziato il training per il ruolo con anni di anticipo. Durante i vari ritardi nella produzione, Wahlberg ha continuato ad allenarsi ogni giorno in modo da poter essere pronto per le riprese, fino al punto di avere una palestra, completa di un ring di pugilato, costruito nella sua casa.

 

Sebbene Micky Ward sia un pugile ortodosso, Mark Wahlberg, che è mancino, lo ritrae come un mancino; sul ring c’è proprio lui: Wahlberg ha rifiutato una controfigura per le scene di boxe. La palestra di Art Ramalho è una palestra della vita reale nel West End di Lowell, MA. Micky Ward si è allenato lì ed è ancora una palestra di boxe funzionante.

 

 

Nel combattimento finale tra Micky Ward e Shea Neary, il presentatore Jim Lampley dice "Ward annuisce come per dire: "Dai, dai, combattiamo! ... Immagina se avessi comprato un biglietto". Queste due righe sono tratte direttamente dal commento di Lampley nel 9 ° round della lotta del 18 maggio 2002 tra Micky Ward e Arturo Gatti.

The Fighter

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